Alberto Caltanella – I microfoni – Part One

21 dic 2011 | Autore: | | Categoria: Articoli recenti, Recording, Tecnologia | Letture: 970

Ciao a tutti gli amici di GuitarNews Magazine. Questo primo appuntamento ha come scopo quello di “far luce” nel funzionamento del microfono, cioè un dispositivo che riesce a convertire le onde sonore in segnale elettrico. Senza entrare nel merito di formule elettriche o circuiti di preamplificazione elettronici, cerchiamo di capirne il funzionamento generico.

Spero che l'impronta data a questa serie di tutorial sia sufficientemente approfondita senza risultare pesante al tempo stesso. Visto che il tempo è denaro (di questi tempi poi), ho preferito realizzare dei video, piuttosto che scrivere un (lungo) testo.

La tipologia del microfono scelta è quella “a condensatore”, ovvero quella che meglio si adatta alla  registrazione delle “sfumature” della nostra sorgente sonora.

PS: desidero sottolineare che questi tutorial non vogliono avere alcuna pretesa di “oro colato” o simili, ma cercano di essere un piccolo aiuto per districarsi dalle varie informazione, a volte contrastanti, che girano sul web. Consigli, suggerimenti e precisazioni tecniche saranno sempre ben accette in queste puntate, ben sapendo che i frequentatori di questo sito hanno le mani in pasta (pasta salda, stagno e bucatini all'amatriciana…)

Buona visione.
Alberto Caltanella

 

 

NdR: un ringraziamento sincero da parte di GuitarNews e mio personale per l'impegno (in tempo e denaro) dedicato alla realizzazione di questo e dei prossimi filmati. Mi hai fatto partecipe dell'evoluzione, degli acquisti in PC, videocamere, programmi, luci ed altro per lavorare bene e professionalmente. Sei riuscito nel tuo intento. Thanks  (Lauro AlecB)

Alberto Caltanella Alberto Caltanella ha scritto 6 articoli.
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17 Commenti a “Alberto Caltanella – I microfoni – Part One”

  1. PICKUP & VARIE:
    Sulla mia Taylor nata come 710-CE sono "passati":
    1 Fishmann onboard blender (piezo+mic)
    2 BBand AST+UST
    3 JJB (3 capsule microf. incollate sul bridgplate)
    4 iBeam passivo (ordinato giusto un'ora fa) che abbinerò allo stupendo pre ParaDI che possiedo da 2 anni.
    Questo per dire che, dopo aver sperimentato le soluzioni indicate, ho deciso di dare priorità alla praticità, perché quando arrivi in un palco, devi attaccare il jack e suonare.
    L'importante è crei meno problemi possibili!
    In situazioni "importanti" magari ci sarà un fonico che mixa il mio suono con quello di un mic condensatore.
    Al

  2. hivez hivez scrive:

    Molto interessante!
    Seguirò con attenzione.

  3. Normali e di serie… acquistati direttamente dal sito. Secondo me per quello che costano sono molto belli. Penso che chi ha ascoltato il mio cd (tipo Lobardo…) abbia sentito la morbidezza un po '70 del suono. Il Neumann è più presente, ma stiamo parlando di gusti. Poi il suono ce l'hai nelle mani, anche con l'elettrica!
    Mi risulta che dei tizi dagli USA facciano delle versioni modificate, ma non ricordo, forse sulla serie di Telefunken che fanno delle cose pazzesche…
    Al momento mi trovo bene; la prossima spesa preventivata è per un degno pre-tube tipo TLAudio o qualcosa più su (de $chei).

    • Paolo Mazza Paolo Mazza scrive:

      veros fine gennaio dovrei terminare un pre microfonico a valvole che mi è stato commissionato da un amico proprietario di uno studio. Il progetto non è roba mia, ma non mi pare assolutamente niente male. Se vuoi, ci si trova e  lo provi, così mi dici che ne pensi.
      E magari è l'occasione  per conoscersi di persona.
      Buona giornata.
       
      Paolo
       

      • Paolo Mazza Paolo Mazza scrive:

        si vabbè. non posso editare il post.  Intendevo dire che non mi pare male il progetto del pre……….

      • Filippo Vomiero scrive:

        paolo, io la butto lì…quand'è che costruirai un bel pre a stato solido con 3 (meglio 4) bande di eq parametriche per chitarra acustica? se lo fai, non hai che da fare un prezzo e sarà mio!

        • Paolo Mazza Paolo Mazza scrive:

          troppa grazia Filippo.
          per la verità il mio approccio sarebbe esattamente opposto. Zero controlli.
          Per me non esiste un pre da acustica come oggetto stand alone, ma esisterebbe eventualmente un sistema intero di amplificazione, in cui l'unico conrollo presente dovrebbe essere il volume.
          Ma essendo io un integralista in certe cose, il sistema partirebbe dalla trasduzione, fino al diffusore. E quasi certamente il trasduttore sarebbe un microfono, e non un piezo.
          Io continuo realmente a non comprendere come i sistemi di trasduzione piezo possano piacere dal punto di visto del suono. . Sopratutto quando utilizzati insieme ai soliti amplificatori più o meno pregiati da acustica. 
          L'unica cosa che riconosco a questi aggeggi è la praticità d'uso. ma in termini qualitativi, trovo che sviliscano talmente tanto il suono di una chitarra acustica, che non so se abbia più senso chiamarle appunto " acustiche". 
          Ecco perchè un pre tradizionale non è esattamente nelle mie mire.
          Certo, la mia sarebbe una lotta contro i mulini a vento. 
          Ma che senso ha allora farsi una chitarra raffinatissima dal miglior liutaio del mondo, se dopo ne catturi il suono con un sistema che riduce il suono a plastica allo stato puro?
          In questo senso, vedere Alberto che qui rifugge i trasduttori piezo, non mi fa altro che piacere. 
          Evidentemente anche lui è un altro integralista.
          Però il suono che senti nella sua clip su youtube, nonstante i limiti tecnici che questo sistema impone, è sicuramente quello di una chitarra di legno.
          Non di una chitarra di legno che passa da un aggeggio di plastica come il piezo.
           

          • Filippo Vomiero scrive:

            in effetti son stato troppo stringato nello scrivere il precedente messaggio, quando invece il discorso merita approfondimento. Dici cose giuste, e in parte condivisibili. L'uso dei pickup, che siano piezo, o magnetici certo snatura il suono, come anche l'uso dei microfoni interni. il punto è sempre, l'hai già detto, la praticità. ci sono situazioni live in cui è letteralmente impossibile usare un microfono. senza contare, che in ambito chitarristico ci sono situazioni in cui la risposta di un magnetico, ad esempio, è fondamentale per la resa di certi effetti a cui siamo abituati (harmonici e tapping alla michael hedges), oppure un microfono interno per le percussioni.
            A questo punto è giusto chiedersi, come hai detto, se ha ancora senso parlare di chitarra acustica. La mia risposta è no da un punto di vista prettametne tecnico. la chitarra acustica, una volta amplificata, è di fatto uno strumento nuovo, che per essere sfruttato al meglio va conosciuto. ANCHE per la sua componente elettrica/elettronica. E poi ricordiamo essendo "strumento" uno la usa per ottenere il suono o l'effetto desiderato in funzione della musica che desidera fare.
            Detto questo, sul sistema "completo" beh, se ti metti a fare tutto, sarei ben curioso di sentirlo. Intanto ti spiego le mie ragioni. Il fatto di pensare a un pre è anche in questo caso per la praticità d'uso: posso usarlo in live e usarlo per registrare. Non condivido una cosa, l'assenza di controlli. Credo siano essenziali. Tu potresti dire: l'alta fedeltà non ha bisogno di ritocchi. Si e no. Se esistesse un microfono perfettamente lineare in tutta la banda passante, forse potrebbe essere. (che poi siamo sicuri che questa assoluta precisione sia "musicale" al nostro orecchio, che, come sappiamo, è tuttaltro che lineare???). Il punto è che a seconda del "sensore" che utilizziamo, avremo la necessità di effettuare delle correzioni su alcune frequenze che vengono variate dal sensore stesso. piezo e altri trasduttori hanno una risposta in frequenza decisamente diversa dal suono acustico di una chitarra (senza parlare dei transienti o sul tempo di decadimento delle note captate da un piezo.. il sustain è completamente differente), ma anche un microfono non è lineare, e se usiamo una tipologia di microfono che non sia omnidirezionale (cosa dura da fare in un live) avremo da fare i conti con l'effetto prossimità dei microfoni cardiodi, e quindi tutta un'enfasi sui bassi che naturale non è. qui l'equalizzazione può aiutare a ristabilire le cose. (poi certo uno può volere proprio l'effetto prossimità, anche il piezo c'è chi lo ama per quello). oltre al fatto che permetterebbe al pre di essere usato con molti sensori diversi: microfoni, sistemi di amplificazione attivi, passivi ecc. Anche pensando al sistema completo che nominavi, rimango dubbioso, senza controlli tu lo potrai tarare per funzionare in una configurazione: può essere, dico io un microfono all'altezza del 12° tasto (la prima che m'è venuta in mente eh) ma se uno il microfono volesse tenerlo a un metro e mezzo di distanza per farne una registrazione? vabbé che puoi dire usa qualcos'altro, però magari a uno il tuo sistema piace no? Ecco, l'apologia dei maggiori controlli è finita. Scusa la lunghezza, ma l'argomento era molto interessante e non volevo trattarlo con sufficienza! Anche se facevo prima a venir da te mi sa :D

            • Paolo Mazza Paolo Mazza scrive:

              è tutto corretto. 
              Ma per quanto mi riguarda il punto è proprio quello di superare la necessità di una elletronica "inutile" di equalizzazione, visto che ad esempio, per correzioni timbriche basterebbe usare un certo tipo di microfono piuttosto che un altro, oppure un certo preamplificatore piuttosto che un altro.
              Io parto dal concetto che quello che non c'è , non crea danno. Quello che c'è invece si. 
              Pocertamente, la praticità ha un suo senso in assoluto. Ma che diventi occasione per "accintentarsi " di un suono sintetico, francamente questo mi va un po stretto.

              • Filippo Vomiero scrive:

                vero anche quel che scrivi, e, in effetti, un pre solo quello deve fare. aggiungerei una serie di pulsanti per phantom a 48v, inversione di fase, pad da 20db ed eventualmente una manopola per selezionare l'impedenza dell'ingresso. Tutto quel che ho scritto in precedenza io più che a un pre, pensavo a un channel strip, quindi pre unito a modulo di eq disinseribile con un hard switch di quelli che disinseriscono proprio tutta la sezione dalla catena del suono (visto nei pre della mindprint ad esempio, ma penso ne esistano tanti fatti così). Mi pare una buona soluzione no? inizia a progettare!!! :D

  4. Paolo Mazza Paolo Mazza scrive:

    Bravo Alberto.
    Mi complimento anche per il livello qualitativo che , dovendo fare i conti con la compressione di youtube, si percepisce nella realizzazione del video e dei suoni.
    Sarebbe molto interessante sentire nel futuro ( immagino ci abbiate pensato) la comparazione tra la stessa chitarra registrata con un sistema di amplificazione standard ( piezo e/o sistemi multipli) o con dei microfoni di qualità a condensatore. Giusto per evidenziare quanto grande possa essere la differenza tra i due sistemi. e quale "trade off " esistono in ognuno dei due sistemi in questione.
    Bell'inizio!
     
    Paolo
     
     

    • Ciao Paolo e grazie per la risposta. Sinceramente non ci avevo pensato, nel senso che tutti i video sono stati fatti con i 2 microfoni Oktava che vedi nel video (pickup no grazie) o il Neumann. You tube è pieno di chitarre "col filo" e il suono spesso è innaturale. Mi piace il suono all'esterno, cioè quello emesso dalla tavola. Se fai fingerpercussion il discorso cambia, ma col plettro meglio così.
      La configurazione che uso nei tutorial è ottimizzata anche per la mia voce (altrimenti bisognava fare come nelle demo Fishman.com) con microfono da testa o il Lavalier.
      Nelle prossime puntate ho preparato anche alcune tra le configurazioni stereo maggiormente usate…stay in tune.
      Non escludo comunque quello che mi chiedi, ma sono certo che ti piacciono di più i mic!
      PS: i microfoni che vedi sono gli stessi che ho usato nel mio ultimo album.
      Al

      • Paolo Mazza Paolo Mazza scrive:

        Ciao Alberto.
        Sono certo anch'io che mi piacciono di più i microfoni, ma forse era solo per fare capire quanta differenza esiste tra la comoda maniera di amplificare ocn il piezo e la piùimpegnativa maniera di usare  microfoni esterni.
        Curiosità. Gli oktava, sono normali o modificati in qualche maniera nel pre?

      • pickupmakers pickupmakers scrive:

        salve Alberto,
        tutorial interessante per far meglio comprendere dove nascono le differenze in termine di qualità di ripresa audio.
        potrebbe essere utile (magari inserendolo nel prossimo tutorial) una piccola descrizione delle differenze tra un segnale sbilanciato (come quello del jack di una chitarra) ed un segnale bilanciato (quello dei microfoni connessi XLR). Spesso la differenza tra le due connessioni viene limitata ad una "pulizia" migliore del segnale… ma è troppo riduttivo (di certo sarai d'accordo su questo)
        spero sia utile il mio suggerimento
        complimenti per l'iniziativa
        Max

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