Alberto Caltanella – I microfoni – Part Two
18 gen 2012 | Autore: | Alberto Caltanella | Categoria: Articoli recenti, Recording, Tecnologia | Letture: 631Ciao a tutti gli amici di GuitarNews. Adesso che abbiamo le idee più chiare sul funzionamento del microfono, dove lo posizioniamo? In alto o in basso? Sulla buca o verso la tastiera? Vicino o distante dallo strumento? Non sono certo domande alle quali possiamo rispondere in 10 righe…
…ma stavolta partiamo da una costante del nostro strumento: la sua “risposta in frequenza”
Sembra strano ma, indipendentemente dallo strumento, possiamo partire dal concetto che le 3 ZONE descritte nel video, valgono per tutte le chitarre.
Ovvio che una Dread risponde diversamente da una chitarra da fingerstyle (a cassa più piccola e con meno bassi); proprio questa diversità, unita ai concetti espressi nel video, saranno importanti per posizionare il microfono.
Sarò ripetitivo, ma eseguire diverse prove e test, ci permetterà di raggiungere il nostro obiettivo in meno tempo…cioè meglio fare una settimana di prove piuttosto che pentirsene … “after recording”.
Buona visione
Alberto Caltanella




















Sottolineo solo che le incisioni dei video sono state fatte a 16bit 44kHz (standard CD) usando solo la mia workstation Yamaha, senza pre esterni.
Ho elaborato il video in wave, e poi esportato in MP3 a elevata risoluzione, ma poi YouTube ci mette del suo, ovviamente.
Ciao
Per quanto riguarda la distanza dal microfono c'è il cosiddetto effetto di prossimità: al raddoppio della distanza si dimezzano le basse frequenze (e al dimezzamento della distanza si raddoppiano).
Molto utile per non dover intervenire sull'equalizzazione e aggiungere o togliere frequenze facendo peggio.
Vero, infatti nella parte finale faccio sentire la differenza vicino/lontano.
E attenzione alle cuffie: una volta inciso, stacchiamo qualche minuto e sentiamo il tutto su delle buone casse alla giusta distanza, perché a volte le cuffie ti fregano in "prossimità".
Bravo Alberto!
Un fonico una volta mi disse: "ricorda che hai due orecchie, e ascolti così se ti metti di fronte a uno che suona. quindi due microfoni in posizione destra-sinistra a simulare le orecchie che ascoltano difficilmente sbagliano."
Certo che ci vuole esperienza ma alcune regole spesso sono più semplici di quanto si pensi.
Grazie Daniele. Hai ragione, infatti prossimamente vedremo la configurazione X-Y e A-B, il tutto stereo (con soli 2 mic). Poi ognuno può sperimentare anche con 10 mic…
Complimenti, bel tutorial e realizzato sicuramente ad alti livelli.
Sono in fervorante attesa del prossimo video
Grazie Alberto. La posizione al ponte mi è nuova.. proverò la prossima volta che mi capita.
La posizione al ponte, presa da sola non è granché, ma se abbinata in configurazione multimic, può essere interessante (ne parliamo nelle prossime puntate). Si usava tempo fa anche nella chitarra classica per attenuare i rumori delle mani sulle corde.
Si di solito se uso solo un microfono sulla D28 lo posiziono tra attacco del manico e 12 tasto, se uso due mic, uno tra buca e attacco del manico e uno verso la paletta o un po' più indietro sempre verso la paletta per riprendere anche un pelino di ambiente… comunque aspetterò le prossime puntate… io di esperienza di registrazione con mic ne ho proprio poca :-)
Volevo dirti che captare il suono "ambiente" può essere una buona cosa se la stanza è insonorizzata (o sonorizzata) in un certo modo, altrimenti si rischia di captare delle risonanze che, personalmente, le definisco "da gabinetto"…
ho sentito alcuni dischi musicalmente validi, ma incisi in una stanza troppo riverberante del tipo "room reverb", che mi suona da caslingo.
Sto pianificando una puntata sulla cosiddetta DISTANZA DI EQUILIBRIO, cioè un suono che abbia un buon rapporto presenza/riverberazione.
Non dimentichiamo poi che, molto lo fa il tipo di capsula (omni ti becca tutto, cardioide soprattutto davanti, ma ne parleremo).
I miei dischi , comunque, li ho fatti su una stanza insonorizzata priva di riverbero (aggiunto poi con Lexicon e Alesis), ma sono solo gusti personali.
Non sempre possiamo incidere in una vera Hall da concerto…
Davvero interessante Alberto, hai fatto un un bellissimo lavoro che penso risulterà utile molti chitarristi. In pochi minuti hai chiarito molti aspetti legati alla registrazione della chitarra acustica ed il video chiarisce ogni eventuale dubbio.
Un 'condensato' di esperienza, grazie per averlo condiviso.
Ciao Dario, grazie per la premessa. Quello che ho realizzato era nella mia testa parecchio tempo fa, ma tu sai per fare le cose bene ci vuole molto tempo…
ho dovuto "istruirmi" sul videoediting, cosa a me sconosciuta fino all'autunno.
Ci sono centinaia di video simili sul tubo, però poi scopri che non tutti convincono o sono troppo superficiali.
Le mie intenzioni erano 2: che si sentisse e si vedesse bene, e seppur con limiti e "cavolate" varie che sto ancora imparando mi sento sulla buona strada.
Devo dire che mi hanno aiutato un po' di passione per la fotografia (illuminazione soggetti) e il fatto che mio padre lavorava col Super8, a cui aggiungeva la famosa "pista magnetica" per il montaggio audio…insomma un virus di famiglia!