Accordo e Chitarre: idillio finito?
13 feb 2012 | Autore: | Redazione | Categoria: News | Letture: 1.582Indiscrezioni provenienti dal settore lascerebbero (il condizionale è d'obbligo) intendere l'avvenuta scissione di fatto tra Accordo.it e la rivista Chitarre (non è dato sapere se già ratificata con atti ufficiali). La comunicazione "pubblica" dovrebbe comparire nelle prossime settimane.
Naturalmente, se la notizia dovesse risultare infondata, siamo a disposizione di Accordo.it, Il Musichiere (cooperativa che gestisce la rivista) e MusicPress (casa editrice di Chitarre) per immediata rettifica in merito.




















O grande oracolo avevi ragione!! Oggi c'è stato l'annuncio. Speriamo che chitarre ritorni ad essere la rivista che avevo conosciuto io quando ho iniziato a prendere in mano la chitarra.
>>> O grande oracolo avevi ragione!!
Modestamente NOI siamo meglio del mago otelma (rigorosamente in minuscolo) :-)
Sembrerebbe che la situazione di cui sopra abbia un fondamento: dal sito di Accordo.it, nella pagina dei "Contatti" sono stati cancellati tutti i personaggi riconducibili alla rivista "Chitarre"…
Onestamente non mi sembra corretto divulgare un qualcosa che al momento e' ancora a livello di gossip, non ne hanno dato comunicazione e quindi come notizia non esiste. Per me personalmente anche quando sara' notizia, se lo sara', sara' poco rilevante, il sito non mi piace e non faccio piu' parte della community da 4 anni (leggo solo gli articoli di gabriele bianco che mi piace molto) la rivista poi l'ho comprata un paio di volte quando mi e' capitato di tornare in italia e mi e' sembrata peggiorata con la nuova gestione, ma e' un mio parere personale.
Una cosa di cui sono convinto e' che la carta stampata non sia il futuro (non me ne vogliano gli amici di fingerpicking.net) Quindi se il tentativo di salvataggio della rivista Chitarre non fosse andato in porto non mi sorprenderebbe piu' di tanto, e se la decisione di separarsi fosse rivolta ad innovare veramente con un sito (o un gruppo di siti) avanzato e una forma di editoria nuova (con un relativo modello di business vincente) allora tanto di cappello e i miei migliori auguri.
Ciao
Matteo
A mio parere si tratta di una notizia e come tale mi sembra doveroso darla. Se poi si rivelerà infondata saremo lieti di smentirla scusandoci anche con gli interessati.
Ciao
Davide
Sarebbe tuttavia corretto specificare le fonti e eventuali ulteriori notizie in merito, visto che comunque si tratta di concorrenti, senza voler entrare in una guerra di smentite.
La voce "ufficiosa" è qui: http://people.accordo.it/journals/alberto/2012/02/62599/glen-i-20-anni-di-accordo-e-il-tavolo-che-si-ribalta.html
Si parla di riorganizzazione, con la creazione di "quattro magazine" (senza specificare se online o cartacei) quindi "idillio finito" potrebbe rientrare in una semplice riorganizzazione.
Chi vivrà vedrà. Dopodiché a me preme, come opinione personale, che i vari collaboratori (nel tempo) di Chitarre abbiano i loro spazi. Bazzani lo ha trovato qui (con una produzione abissalmente migliore di quanto gli era riservato sulla rivista), Cosimi su accordo.it con la solità eccellente qualità, altri avranno le loro strade.
Se una eventuale separazione aprirà spazi per una nuova rivista cartacea, per una espansione dei concorrenti (l'ottima Axe) e quant'altro ben venga.
Saluti
Lorenzo
>>> Sarebbe tuttavia corretto specificare le fonti e eventuali ulteriori notizie in merito…
Nemmeno sotto tortura :-)
Ciao.
>>Cosimi su accordo.it con la solità eccellente qualità,
Ecco vedi quanto lo leggo attentamente!!!;-) ho citato Gabriele Bianco ma volevo dire che era Enrico Cosimi quello che apprezzavo molto, ovviamente senza offesa di Bianco. Tra l'altro ho controllato adesso nei contatti e anche Cosimi non e' piu' riportato tra le varie posizioni
Yeah :-)
(comunque pure Bianco è bravo, anche se non su quel livello, per me).
Anyway se secondo il direttore c'è "ristrutturazione" in atto, per di più con una major release, la scomparsa dei contatti potrebbe essere anche ordinaria amminstrazione.
Dopodiché anch'io nel diario citato tra le righe ci ho letto la chiusura della rivista, ma non con gente a spasso ma con spostamento della rivista online e potenziamento della struttura, come giustamente dicevi sopra.
Lo spero, proprio perché si tratta di posti di lavoro, e pure di gente capace (al di là del prodotto cartaceo, che a me non piaceva particolarmente nella sua nuova direzione editoriale). Tuttavia almeno una sezione didattica potenziata è annunciata ufficialmente, quindi personalmente sono ottimista su questo fronte.
Non resta che aspettare le mosse ufficiali, il resto sono, come detto nell'articolo, indiscrezioni.
Ciao
Lorenzo
>>> Onestamente non mi sembra corretto divulgare un qualcosa che al momento e' ancora a livello di gossip…
Gossip? Non c'è nulla di gossip in tutto ciò, davvero. E qua nessuno scrive a vanvera tanto per scrivere…
Ci sono in ballo persone e posti di lavoro: Mica ci scherziamo su queste cose.
Gossip: casual or unconstrained conversation or reports about other people, typically involving details which are not confirmed as true
Finche' non viene confermato e' gossip. lo dico senza polemica alcuna con te e Davide che ammiro e stimo da anni e seguo con tanta amicizia. Le fonti possono essere anche del tutto sicure, non c'e' bisogno di apettare una smentita che sicuramente non verra' per sostenere che e' la verita'. Non mi permetteri mai di dire che parlate a vanvera ci mancherebbe. Dico solo che non ne hanno fatto un comunicato ufficiale (che ripeto sarebbe la notizia vera) e magari proprio perche' ci sono in ballo dei posti di lavoro e delle persone non ne avrei dato divulgazione prima dei diretti interessati. Poi liberi di fare come credete, il sito e' vostro e i contenuti che volete pubblicare li decidete voi.
Ciao
Matteo
Ciao Matteo.
naturalmente avevamo in mano copie di documenti ufficiali…non siamo così ingenui da riìschiare la nostra credibilità e reputazione ;-)
Mi sembra, a tutt'oggi, che non si debba più parlare di "gossip" (ma non lo era nemmeno prima).
Un abbraccio.
Lauro.
Ho visto il comunicato ufficiale, beh allora se non e' stato un gossip e' stato uno scoop!!! ero certo conoscendovi che non avreste scritto qualcosa per poi dovervi scusare se la cosa non avesse avuto fondamento.
Mi chiedo come la prenderanno gli "accordiani" che si sono abbonati per sostenere l'iniziativa… io mi incazzerei non poco, ma credo che chi portera' avanti la rivista sara' in grado di fare bene se non meglio.
Il problema e' che senza contributi pubblici avranno un po' di difficolta' e non tutti sono come i pazzi di fingerpicking.net a lanciarsi in un'avventura editoriale su carta senza finanziamento pubblico.
In bocca al lupo a tutti e due, accordo e chitarre, e che il mercato decreti il successo o il fallimento, non la sovvenzione con i soldi dei contribuenti.
Ciao
Matteo
Mi accodo alle speranze!
Spero solo che non sia "il mercato" a decretare il successo o il fallimento. Il "mercato" italiano non esiste, la raccolta pubblicitaria, che fa gli introiti grossi, è sbilanciata e, checché ne dicano le slides degli economisti di grido, al di fuori dei grandi gruppi editoriali è totalmente indipendente dalle vendite in edicola – unico risultato misurabile per un giornale. Quotidiani poco letti chiudono, quotidiani ancora meno letti si salvano senza problema alcuno. Realtà ben nota che mi fa schifare abbastanza le crociate contro i finanziamenti pubblici, che non smuovono di una virgola i giornali di partito contro cui dicono di dirigersi ma devastano settori di stampa come quello che chitarre ha a lungo coperto.
Per cui spero bene che non si vada anche per Chitarre in questa direzione. La mia parte, se la rivista torna all'impostazione di approfondimento forte che aveva tempo fa, la farò con il rinnovo dell'abbonamento. Speriamo di essere in tanti!
Saluti
Lorenzo
Ciao Lorenzo,
lungi da me fare una crociata contro il finanziamento pubblico della stampa.
Secondo me, ma e' la mia dicutibilissima opinione, la stampa non dovrebbe ricevere nessun finanziamento pubblico. E' un prodotto e come tale deve vivere nel mercato. Se il prodotto non ha mercato non ha ragione d'essere. Mi chiedo come mai riviste internazionali (sono in inglese e quindi hanno un mercato molto piu' vasto di quelle in lingua italiana e quindi ristrette a chi questa lingua la capisce) riescano a fare abbonamenti al 50% o 70% scontati rispetto al prezzo di copertina, abbiano un prezzo simile a quello delle riviste italiane e non percepiscano fondi sussistenziali. Ok hanno un mercato piu' vasto ma allora se uno in italia vuole fare un prodotto editoriale deve tarare i suoi costi in modo da far funzionare il business dato il mercato esistente ed uscire con un prezzo che sia appetibile ai consumatori.
Ho l'impressione che molte delle riviste nelle edicole italiane abbiano tirature assurde rispetto alle copie realmente vendute e molta di quella carta poi finisca al macero, ma le tirature giustificano poi il finanziamento relativo. Insomma non voglio farla piu' lunga, ma se Chitarra Acustica e' partita come progetto da un manipolo di appassionati e professionisti, senza fondi pubblici non vedo perche' non lo possano fare anche gli altri.
Una rivista che mi piace molto e' Premiere Guitar, distribuisce in versione elettronica tutto il catalogo dei numeri precedenti, il numero del mese corrente e' in vendita in formato elettronico ad un prezzo molto invitante, iGuitarmag e' sfogliabile online gratuitamente, peccato non ancora comodamente su un tablet.
Ciao!!
Matteo
Ciao!
Ovvio che non mi riferivo alla tua posizione, che è quanto di più lontano dalla "crociata" si possa immaginare, in termini di toni e di argomentazione!
Tuttavia il problema è quello che dicevo prima. Il grosso del guadagno, nicchie a parte, dell'editoria non viene dall'edicola. Con quella nessuno sopravvive. Viene dalla pubblicità.
Manco a dirlo un "mercato" molto concentrato in mano a pochi attori, vicini a grandi gruppi editoriali, e pesantemente condizionato da questo.
Per cui è possibile che il Manifesto – giornale che non ho mai particolarmente apprezzato né letto, lo dico per sgombrare il campo – vada in fallimento con numeri di vendite, che dovrebbero essere quelli che guidano gli introiti "del mercato", simili a quelli del Foglio che invece problemi non ha.
Insomma il problema si pone e non possiamo fingere che l'editoria sia un mercato libero, perché non lo è. Non lo è come molti mercati in un'Italia che vede da sempre una situazione di privilegio per grandi gruppi industriali ben individuati, in cui si propaganda il libero mercato, ma senza traccia di quell'antitrust che ne sarebbe parte.
In questa situazione il taglio orizzontale diventa devastante. I grandi gruppi se ne fregano per la situazione di cui sopra, giornali senza motivo di esistere (i fogli dei gruppi parlamentari di tre persone) trovano comunque modo di campare con denaro dei contribuenti, magari in via indiretta, e a farne le spese è la stampa di settore, cooperativa in primis.
Al solito sarebbe bene che chi parla di "meritocrazia" capisse che "taglio orizzontale" è una politica antimeritocratica, e che chi ragiona di "libero mercato" si ricordasse che "oligopolio" è un modello che col libero mercato ha poco a che vedere.
Per cui in linea di principio sono perfettamente d'accordo con te, e anche in pratica penso che affrancarsi dall'altalena del sostegno pubblico sia proficuo in primis per chi lavora nella rivista – pure per orgoglio personale, ma credo che la linea generale che si sente portare avanti in proposito di finanziamento pubblico sia semplicemente ignara di un grosso pezzo della nostra realtà.
Grazie per la discussione, è sempre proficuo parlarne così con calma!
Ciao
Lorenzo
"la rivista poi l'ho comprata un paio di volte quando mi e' capitato di tornare in italia e mi e' sembrata peggiorata con la nuova gestione, ma e' un mio parere personale. Una cosa di cui sono convinto e' che la carta stampata non sia il futuro"..
Per rispondere all'amico Matteopaiato, volevo dire che anche io ho smesso di collezionare la rivista dopo il gemellaggio con Accordo e molti degli amici che conosco hanno fatto lo stesso.
Mentre non sono daccordo sulla mancanza di futuro della carta stampata. Al di là della necessità di trovare un sistema per abbattere l'inquinamento e quant'altro, credo ( opinione personale) che un buon libro sia insostituibile come, anche una bella rivista ricca di contenuti e perchè no di pubblicità.
ciao.
Ciao Gero Pa'
Anche a me piacciono tantissimo le riviste cartacee e i libri veri che li leggi tenedoli in mano e girando le pagine. Delle riviste di strumenti mi piace anche tantissimo la pubblicita'. Pero' comunque non e' il futuro, noi che apprezziamo ancora le riviste da portare al cesso e sfogliare in cerca di ispirazione siamo gia' una generazione del passato, noi non siamo il futuro, i futoro sono i nostri figli e la generazione che nasce oggi.
Ciao!!!!
Il fascino della carta stampata non va in pensione semplicemente perchè qualcuno decide – pro domo – che il SUO futuro va altrove.
Per me e per tutti quelli che amano leggere le pagine virtuali sono comode ma quelle reali sono insostituibili. Anche se è innegabile che si faccia molta fatica a tenere in piedi una rivista/giornale/periodico senza contributi per l'editoria.
Contributi che, peraltro, hanno rappresentato una stortura evidente quanto ingiusta che ha privilegiato un settore economico a discapito di tutti gli altri….
E' troppo facile fare impresa con il denaro altrui…
Paolo
>Anche se è innegabile che si faccia molta fatica a tenere in piedi una rivista/giornale/periodico senza >contributi per l'editoria.
PEr questo motivo provo profonda ammirazione verso il progetto di Fingerpicking.net, senza contributi, senza paraculismi, si sono buttati in questa avventura romantica, che ha gia' riscontrato successo.
Dico romantica perche' e' veramente un qualcosa che e' animato da tanta passione, con la crisi attuale e le difficolta' dell'operazione, Poi tra l'altro loro alla rivista cartacea (antica ;-) hanno comunque affiancato la versione sfogliabile online (prezzo bassissimo 1 euro) e versione caricabile in pdf (3 euro) che e' visualizzabile alla grande sui dispositivi mobili.
Insomma un piede nel passato romantico e un piede nel futuro!!!
Voi siete talmente VECCHI che prima o poi verra' fuori l'edizione di Guitarnews.it su tavolette d'argilla stampata in caratteri cuneiformi per chi sa apprezzare veramente le cose fatte come una volta!!!
>>> Voi siete talmente VECCHI che prima o poi verra' fuori l'edizione di Guitarnews.it su tavolette d'argilla stampata in caratteri cuneiformi per chi sa apprezzare veramente le cose fatte come una volta!!!
In realtà abbiamo già ingaggiato uno staff composto da emanuensi. Vedrai che bella versione, tutta scritta a mano con caratteri cirillici su pergamene pregiate.
Ciao.
Ma come? Proprio ora che avevo ordinato 10 casse di papiri in bianco dimenticate nei magazzini del museo egizio di Torino?
Ciao
Davide
In ogni caso sto lavando la carta igienica invece di buttarla via….non si sa mai che possa servire, tanto più che "stronzate" non scriviamo…
O no…?
.P
Ho googlato "accordo non lavora più con chitarre" e mi esce Celentano, direttamente dal Festival (che non sto guardando…)
Sì, ma la seconda opzione è John Lennon!!!
Ciao
Davide