Gibson SG a confronto: Special 1970 vs. Standard 1968
19 feb 2012 | Autore: | cilloz | Categoria: Articoli recenti, Strumenti storici, Vintage | Letture: 1.053Nel 1961 la Gibson decise di “rifare il look” alla Les Paul (che in verità non aveva avuto il successo commerciale sperato) introducendo di fatto la nuova SG (Solid Guitar) con forma, peso e caratteristiche completamente differenti.
Per il primo anno la SG mantenne il nome Les Paul ma successivamente, alla scadenza del contratto con Mr. Les Paul che non fu rinnovato per molti motivi, il nuovo modello assunse il nome definitivo di Gibson SG.
Quelle che propongo qui appartengono alla mia piccola collezione e sono una Standard e una Special rispettivamente del 1968 e del 1970. A titolo di curiosità storica aggiungo che la SG Special fu l’unica versione a non riportare il nome Les Paul all’inizio ma ad uscire direttamente come Solid Guitar. Tenterò di metterle a confronto e di spiegarne le differenze costruttive e sonore, ma prima le presento.
Premesso che entrambe le chitarre sono originali fino all'ultima vite, parto con le…
Descrizioni
La Special 70 è una delle ultime prodotte con le vecchie caratteristiche delle 67/71 (SG II serie), prima dell'introduzione delle Professional (SG III serie). Quindi corpo in mogano con scasso per i pots sul retro, manico in mogano 3 pezzi, volute, made in Usa stamp e pickguard grande a sormontare i pick up che sono infatti fissati ad esso.
Monta i classici P90 "saponetta", le meccaniche Kluson 3 in 1 (cioè 3 per parte fissate ad un unica barretta metallica), ponte "wrap-around" con sellette di compensazione che funge anche da normale ponticello nel caso in cui (come nella foto) sia montata la Vibrola Maestro corta. La tastiera è in palissandro indiano con intarsi "pearl dot" e binding mentre la paletta ha il logo Gibson pearl ma è priva di altri intarsi o decal.
La Standard 68 adotta le stesso criterio costruttivo ma ha il manico in un solo pezzo di mogano senza volute e made in Usa, gli intarsi della tastiera trapezoidali, la corona alla paletta sotto il logo, le meccaniche Kluson Deluxe a doppia linea (dopo il 68 furono Gibson Deluxe) e, ovviamente, i pick up humbucking Patent Number Sticker.
Monta la Lyra Vibrola lunga (a differenza di quella corta della Special che non è Lyra perchè non ha l'incisione) e il ponte tune-o-matic (nella foto è un ABR-1 nuovo ma il suo ha le sellette in nylon ed è Patent Number).
Entrambe le chitarre hanno la paletta inclinata di 14° ma differiscono nell'innesto del manico con il corpo: infatti la Special (come tutte le anni 70) ha una specie di "scalino" alla base dell'innesto mentre la Standard prosegue senza questo scalino. Delle foto forse chiariranno meglio i concetti.
Suono
La Special coi P90 è una forza della natura! Potente ed estremamente dinamica, può passare da un suono dolce e quasi acustico ad uno carico ed aggressivo solo agendo sull'intensità della pennata.
In questo è aiutata parecchio sia dalla potenza di uscita piuttosto elevata dei P90 (intorno a 8.75 Kohm) sia dal loro equilibrio timbrico. Infatti sono presenti un pò su tutta la gamma di frequenze con una predilezione per le medio basse.
Fondamentalmente però il suono è "ignorante", manca cioè un pò di complessità armonica ma è molto diretto e adattissimo sia per utilizzi sul pulito (dove però non ha la brillantezza delle Fender), sia sul distorto (dove la mancanza di armonicità si fa sentire ma è compensata dalla aggressività e dall'immediatezza della risposta).
E' insomma una chitarra senza mezze misure, da suonare a tutto tondo, reattiva, dinamica e sensibile ad ogni minima variazione…assolutamente perfetta per quelle ritmiche o quei riff in cui la "mano" di chi esegue gioca il ruolo più importante.
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Retro corpo e innesto manico della Standard 68 |
Retro corpo e innesto con scalino della Special |
La Standard è invece estremamente più armonica ma molto meno potente a livello di volume di uscita. Sui puliti ci si diverte perchè la dinamica non mancava nemmeno qui…anzi! Ma non è molto nel suo campo d’azione. Risulta un po mancante di "corpo" rispetto alla Special.
Sui crunch e sui distorti entra invece nel suo habitat naturale e il suono leggermente "scavato" che si ha sul pulito si riempie e si carica di un'armonicità più unica che rara. "Canta" ad ogni pennata!
Inutile dire che anche a un chitarrista scarso come il sottoscritto sembra di indossare pantaloncini corti, giacchetta della scuola, cappellino e cartella.
Info generali
Dico subito che sulla Special va rimossa la Vibrola (cosa diffusissima all'epoca). E' una cosa perfettamente inutile e scomoda perchè fa perdere immediatezza all'attacco e, cosa più importante, obbliga ad avere un action molto alta altrimenti il MI cantino rischia di scivolare dalla selletta del ponte.
Montando le corde sul "wrap around" invece tutto migliora notevolmente e la caratteristiche della chitarra vengono esaltate meglio. Le meccaniche sono (a sorpresa) un punto forte. Non mi aspettavo da meccaniche considerate "economiche" una tenuta e una precisione così elevate. E' inoltre costruita estremamente bene, leggerissima, molto curata e ben verniciata. Si fa addirittura fatica a distinguere i 3 pezzi del manico in mogano.
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Meccanica Kluson della Standard |
Meccaniche 3 in 1 della Special |
Sulla Standard la vernice è leggermente "calata" e il colore originario è visibile solo sotto il battipenna. Il corpo infatti è leggermente più giallastro e sbiadito…però le venature sono più evidenti e ha un effetto "naturale" estremamente affascinante.
E’ leggermente più pesante della Special ma monta la parte terminale della Vibrola che contribuisce non poco al peso…per contro è un pò meno sbilanciata. Il manico è praticamente uguale in entrambe, sottile e arrotondato, comodissimo e molto scorrevole.
Chiudo con una nota di merito generica alla Gibson di allora per queste chitarre: di solito non lo dico mai ma questa volta sono costretto dalle circostanze ad ammettere che queste SG sono ad oggi assolutamente ineguagliate. La sia pur ottima produzione moderna è lontana dall’avere le doti timbriche e dinamiche di queste “simpatiche vecchiette”.
Gigi
cilloz


























La mia Special è quasi identica a quella di Cilloz. Identico il sistema ponte/vibrato. Insomma, bando ai pudori, son messo più o meno così (spero che si capisca):
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=292590720794484&set=a.292583954128494.85508.137922009594690&type=3&theater
Nozzi
La mia Special è (quasi) identica a quella postata da Cilloz. Il sistema ponte/vibrato è identico.
Si, anche se dalla tua foto l'unica cosa che non si vede è proprio il ponte, la mia è edentica a quella di Cilloz e se vuoi escludere il vibrola basta passare le corde negli appositi fori del ponte ed è fatta. Tranquillo che non si muove nulla.In pratica come le les paul gold top del 54.
ciao
Maurizio
la parte tenuta in posizione dalla tensione delle corde, a cui si riferisce Nozzi, è la "lama" a cui si agganciano le corde stesse e la leva del tremolo, e che va a sua volata ad incastrarsi con una scanalatura alla parte del vibrola avvitata nel body.
Montando le corde sul wrap around, questo è tenuto in posizione dalle corde stesse, la parte avvitata resta ovviamente fissa, ma quella "lama" diventa mobile.
Così:
http://www.roflsaurus.com/users/public/j33302Immaginew206.jpg
Ecco, grazie Luca! Proprio quello che stavo cercando di dire! Che ve ne pare, cari diavolettisti, di quella placca metallica che resta lì sola soletta? Lasciarla o rimuoverla?
OK, ora è chiaro. Sembrano tutti uguali ma non è cosi!
Il mio, oltre ad avere la lama di dimensioni inferiori, è tutt'uno con la molla (vedi foto).
Che sia un altro punto utile alla precisa datazione dell'anno di produzione, o addirittura indicativo che il mio è un vibrola tarocco?
Non si finisce mai di imparare.
ciao
Maurizio
http://img9.imageshack.us/img9/8374/vib02.jpg
No, Eclike, non è tarocco. Ho letto da qualche parte, su un forum in lingua inglese, che esistono due modelli di vibrola, di cui uno in pezzo unico come il tuo.
Nozzi
Belle! Veramente belle chitarre. Penso anch'io che la special abbia un certo fascino. Almeno fino al '70 mi pare che mantenessero abbastanza immutate le caratteristiche estetiche della SG. Poi cambiarono un po' di cose, se non sbaglio.
Ne ho avuta una, una SG special intendo, del 1972 in prestito per qualche anno. A parte il fatto che il proprietario le aveva sostituito i P90 con un Di Marzio al ponte e un Seymour al manico, ricordo e le foto qui sotto lo confermano, che avavano messo una mascherina frontale per i controlli e un battipenna removibile (qui rimosso). Aveva anche il Bigsby di serie!
Tutto sommato non era male e ricordo di averla usata molto, proprio una ventina di anni fa…
Ora la chitarra penso ce l’abbia sempre il suo proprietario, ma la voglia di SG un po’ mi è rimasta!
Ciao
Davide
http://i219.photobucket.com/albums/cc239/casino65natural/davide_sg2.jpg
http://s219.photobucket.com/albums/cc239/casino65natural/davide_sg1.jpg
>>> http://i219.photobucket.com/albums/cc239/casino65natural/davide_sg2.jpg
Cosa vedono le mie fosche ex-pupille? Non solo un bel ganzo idolo delle teen agers bensì anche un manico di scopa come ascia di scorta: allora è vero che il suono sta nelle dita:-)
… queste foto andavano tirate fuori prima-) Belle; anche la Special, nonostante la cannibalizzazione.
Ciao. camp
Mah… a me sembrava di vedere solo la versione anni '90 di Stan Laurel…
Comunque mi sono sbagliato, non era una Special ma una SG Pro.
Mi piacerebbe sapere da Cilloz se ha notizie di quello strano ponte che aveva questa chitarra!
Ciao
Davide
Non riesco a vedere il ponte…sono troppo distratto dal fascino 90's del chitarrita:D
Aveva il Bigsby? Oppure quello strano ponte wrap aroud con sellette regolabili che montatano le SG II?
Aveva il bigsby e uno strano ponte rettangolare. questo in pratica
Grazie!
il chitarrista fascinoso… ;-)
Ah si si, è uno Schaller orrendo:D. Lo montavano alcuni modelli in quel periodo.
Sempre piacevole leggere le cose che scrive il Cilloz!
Grazie Gigi: i tuoi articoli sono sempre interessanti, ricchi di informazioni documentate e attendibili.
Ciao!
Ciao a tutti, sono nuovo del sito ma ritrovo con piacere un sacco di firme che conosco da anni e di cui sentivo la mancanza.
Cilloz, anch'io ho una sg special. La mia è del 1968. La amo alla follia. Puoi espandere un po' la questione wraparound/vibrola? Te lo chiedo perché dopo averla provata senza vibrola, l'ho rimesso in azione e non noto perdite di attacco o altre controindicazioni. Però non ho fatto prove A/B tipo registrare un pezzo prima con e poi senza vibrola. Grazie!
CIao. Io sinceramente le differezze tra pre e post-smontaggio della VIbrola le ho notate. Innanzitutto il migior sustain che si ha utlizzando in wrap around e poi una maggior prontezza e migliore risposta dell'attacco che con la Vibrola risulta leggermente piu dolce. Non si tratta ovviamente di differenze enormi ma io credo che si notino. Inoltre l'efficacia della Vibrola è piu o meno pari all'utilità del tatuaggio inguinale di Belen…:D.
Grazie, Cilloz. Riproverò, cercando di stare attento alle variazioni.
Un dubbio: quando, sarà un cinque anni fa, avevo montato le corde in wrap around mettendo via la cordiera del vibrola, non avevo comunque svitato la placca di metallo che funge da molla per il vibrola per mere ragioni estetiche: non volevo che si vedesse una zona di vernice di colore diverso dal resto del corpo, esposto a luce e intemperie varie, ma nemmeno i tre fori delle viti, famosi nelle Special usate ai tempi d'oro da Pete Townshend. Tu come ti sei regolato?
Marco
Ttolto tutto!! amo gli who!
Aggiornamento. Al momento del cambio corde ho fatto fuori il vibrola. Effettivamente il suono è migliorato parecchio (le orecchie, evidentemente, si affinano negli anni): più attacco, più sustain, più monelleria. Grazie ancora della dritta, Cilloz
ciao Gigi
che invidia che mi fai venire con i tuoi articoli! :-)
Bellissimi, e bellissime le chitarre di cui ci racconti!
Come al Camp qua sotto, mi hai fatto rimpiangere la mia prima SG (la Special, che fu anche la mia prima chitarra). Era proprio una coetanea della tua, con quel maledetto attaccacorde vibrante col buco (la leva era andata persa dal precedente proprietario), che non me la fece mai amare più di tanto… ma ai tempi non ne sapevo un tubo di wraparound e non avrei mai immaginato che oggi l’avrei rimpianta!
Ovviamente non mi ricordo come suonasse, ma in qualche modo mi deve aver segnato, perché dopo aver maturato un po’ di esperienze su svariati strumenti, sono tornato alle Gibson con i P90, che ormai fanno parte stabile del mio armamentario.
complimenti e saluti
stefano
Quando vedo una SG in fotografia mi fa impazzire.
Quando la vedo dal vivo, mi pare un comodino di mia nonna.
Ciao, Gigi.
E' sempre piacevole leggere questa che considererei una storia a "dispense" ( le dispense di una volta, da rilegare) della Gibson, sotto forma di articoli-review, incentrati su modelli effettivamente posseduti o provati da chi scrive.
Ogni volta mi fai tornare un lieve mal di pancia per aver venduto la mia Special di seconda mano di quel periodo (leggera, intonata, color vinaccia, con p.90 su parapenna grande); ma, a questo proposito, volevo chiederti se a tuo parere c'è stata qualche SG Special di transizione che montava il Tune-O-Matic, sempre su pickguard largo.
Grazie,
camp
p.s. anche a me le Standard piacevano di più in overdrive/distorsione. Sui puliti mi parevano spesso "scatolari", con pochi bassi e , per certe applicazioni, addirittura imbarazzanti. Ma sai: dati gli humbuckers, il paragone con le LP "bone" diventava inevitabile.
Caro Camp, grazie mille, sempre troppo gentile.
Non mi pare esistessero Special con il tune-o-matic di serie….magari poteva essere stato montato successivamente ma sinceramente tra le varie cose fatte dalla GIbson potrebbe essere capitato anche quello.
La Standard sul pulito è un po come la pasta cotta senza il sale…concordo.
grandi chitarre!
Un po' di tempo fa ho avuto la fortuna di avere in prestito per un po' una Special del 71 (era di mio fratello) e ci ho lasciato il cuore!
Ora ho sotto mano una Junior sempre di quel periodo (e sempre di mio fratello!), e approfitterei della tua esperienza con le gibson d'annata per avere conferma sulla sua età.
La Junior non ha la scritta "made in usa", nè la voluta di rinforzo alla base della paletta. Queste caratteristiche mi facevano pensare ad un modello precedente al 1970, che, insieme al seriale 906403 me l'avevano fatta in un primo momento collocare nel 1968.
Però mi sono state fatte notare alcune caratteristiche che sembrerebbero collocarla, al contrario, proprio dal 70 in avanti: il manico è in tre pezzi, la giuntura corpo-manico ha lo scalino, ed il tipo di logo.
I potenziometri non sono originali e quindi non sono d'aiuto (e nemmeno il pickup, temo: non è un clear bobbin).
Ho messo qui un po' di foto dettagliate
http://www.webalice.it/valledelvento/sgjr/sgjr.htm
Cosa dici, l'anno corretto potrebbe essere davvero il 1970, appena prima dell'introduzione della voluta?
Si anche secondo me è dei primi mesi del 70. Mi è capitato di vedere alcune Gibson del primo periodo Norlin con seriali in linea con il tuo ma senza volute e senza made in usa. La differenza la fa il manico in tre pezzi….da li non si scappa, è una Norlin. Comunque 1970 dovrebbe essere la sua data di nascita.
perfetto, grazie!
Mah, il beneficio del dubbio e sempre in agguato. L'unica cosa certa mi sembra che Gibson in quegli anni fece un gran casino con i seriali e di conseguenza anche la datazione tramite il “blue-book of guitar”, linkato anche dal sito gibson e che sembrerebbe la “bibbia”, è molto ma molto approssimativa o quanto meno incompleta. Ho sotto mano due edizioni (1999 e 2007) e dicono cose completamente differenti sia per la tua che per la mia special che ha queste caratteristiche:
-serial 900078 impressed (not stamped)
-no MADE IN USA sotto il serial
-manico pezzo unico
-no volute.
Edizione 1999 del blue book:
il serial 906403 è attribuito al 1968
il serial 900078 è attribuito al 1968
edizione 2007 del blue book:
il serial 906403 non è proprio presente, ne nei '60 ne nei '70
il serial 900078 è attribuito al 1970
Se lo spartiacque sta nel manico in tre pezzi come dice Cilloz allora forse la mia è veramente pre '70.
Ero talmente curioso di datarla puntualmente che ho chiesto anche al customer service Gibson che deve essere un tantino in difficoltà, visto che non mi ha ancora risposto.
ciao
ve la butto là… tra i tanti "casini" (se così vogliam chiamarli) che ha fatto la Gibson, ho appena scoperto che nel 1969 ha cambiato il diapason delle proprie chitarre da 24"9/16 a 24" 5/8.
roba di pochi millimetri, ma magari prendendo delle misure accurate con gli stessi riferimenti sulle vostre chitarre e confrontandole, riuscite ad ottenere qualche informazioni in più.
saluti a tutti
stefano
scusate ho invertito i numeri:
24" 5/8 prima del 1969
24" 9/16 dopo il 1969
ciao
Anche a me sono sempre piacute in overdrive….ma con la vibrola, ragazzi che SVENTOLE!!!! :-)
Le SG non le ho mai sopportate senza vibrola: il peso sbilanciato verso il manico è una cosa che mi fa venire l'orticaia.
La vibrola oltre a fornire il peso necessaio per bilanciare PERFETTAMENTE la chitarra è anche un optional incredibilmente intrigante a livello estetico.
Eh, ma così mi metti in crisi! Cilloz dice: toglila! Tu: senza, la Sg fa schifo! E io che faccio, ora, wraparound o vibrola? Sempre più indeciso.
Nozzi
Mannò, la mia è una pura valutazione estetica.
Sicuramente suona meglio senza (mi fido di Cilloz!), ma io non riuscirei a suonarla perchè le chitarre sbilanciate in avanti mi fanno proprio cacare…ma è solo un mio "cruccio".
Immagino anch'io che possa migliorare il sustain senza: tutta quella ferraglia cambia il suono. A me piace il tono che acquista una chitarra con su il Bigsby o la vibrola perchè diventa più "sferragliante", più tagliente, ed inoltre uso veramente tanto il tremolo per i vibratoni anni '60 (è una sorta di feticismo).
Va dove ti porta il cuore.
Montane metà. :-P
Scusate, ma per prendere capra(estetica) e cavoli(suono) perchè non lasci montato e morto il vibrola e metti le corde in wrap-around ?
Per quanto riguarda lo sbilanciamento, almeno sulla mia, rimane sempre presente, sia con che senza vibrola, ed è veramente fastidiosissimo.
ciao Maurizio
Ma nella mia sono le corde tese a tenere il blocco cordiera/leva: se le monto in wrap around, dovrei saldarlo per farlo stare lì. E, prima di farlo su uno strumento del 1968, mi faccio mozzare le mani :-)
Song, quanto a montarne metà non ridere ma ho persino vagheggiato l'idea di montare alcune corde in wrap around e altre sulla leva in modo da avere un effetto tipo b-bender, per simulare una pedal steel. Ma credo sia solo un delirio.
Nozzi
Scusa, ma credevo si parlasse di cordiera/ponte a compensazione tutto in uno su cui, una volta montate le corde in W-A, sta tutto li bello fermo. Però a questo punto mi sfugge proprio come sei equipaggiato.
ciao
Maurizio
Eclike, volevo risponderti qui ma per qualche strana forma di imbranataggine mia o misteri del web la risposta è finita in alto, in commento all'articolo. Ti ho allegato una foto.
Nozzi