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	<title>GuitarNews Magazine</title>
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	<description>On line Guitar Magazine</description>
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		<title>Not Now Music: musica di qualità a basso costo</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/19/not-now-music-musica-di-qualita-a-basso-costo/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>boccolo2001</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione CD]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Case discografiche]]></category>
		<category><![CDATA[CD]]></category>
		<category><![CDATA[Not Now Music]]></category>
		<category><![CDATA[Vinili]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Ciao a tutti. Vorrei segnalarvi la Not Now Music, una casa discografica inglese nata nel 2006, specializzata nel proporre musica del passato, ma di qualità.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ad esempio, da quando il negozietto vicino a casa ha cominciato a commercializzarli, ho acquistato, tra gli altri, un  “The Best Of” Chuck Berry, Sonny Terry &#038; Brownie McGhee e John Lee Hooker, oltre ad interessanti antologie blues. Questi dischi mi stanno aiutando molto ad ampliare la mia conoscenza musicale e sono ormai scolpiti nel mio lettore MP3.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-15.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-5612" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-15-150x150.jpg" style="width: 150px; height: 150px; float: right; margin-left: 15px" title="Untitled-1" /></a>Ciao a tutti. Vorrei segnalarvi la <strong><a href="http://www.notnowmusic.co.uk/index.htm" target="_blank">Not Now Music</a></strong>, una casa discografica inglese nata nel 2006, specializzata nel proporre musica del passato, ma di qualit&agrave;. Ad esempio, da quando il negozietto vicino a casa ha cominciato a commercializzarli, ho acquistato, tra gli altri, un&nbsp; &ldquo;The Best Of&rdquo; Chuck Berry, Sonny Terry &amp; Brownie McGhee e John Lee Hooker, oltre ad interessanti antologie blues.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi dischi mi stanno aiutando molto ad ampliare la mia conoscenza musicale e sono ormai scolpiti nel mio lettore MP3.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Come funziona?</h4>
<p style="text-align: justify;">Il catalogo &egrave; diviso in due grandi cartelle. <strong><a href="http://www.notnowmusic.co.uk/index-old.htm" target="_blank">La prima</a></strong> riguarda principalmente blues, rock, bluegrass, country. <strong><a href="http://www.notnowmusic.co.uk/One%20Day%20content/onedayhome.htm" target="_blank">L&rsquo;altra</a></strong> &egrave; occupata soprattutto da Motown e musica pi&ugrave; soft&nbsp; (mi pare, non sono molto ferrato a riguardo, chiedo venia). Ogni cartella &egrave; ulteriormente suddivisa per generi. Vi consiglio di farvi un giretto: &egrave; probabile che troviate qualcosa d&rsquo;interessante.</p>
<p style="text-align: justify;">I dischi che ho comprato sono tutti doppi e mi costati 4.99 EUR al pezzo. Si possono acquistare anche su Itunes. I compact disc hanno la foggia di un vecchio vinile e una copertina di due pagine con una breve introduzione sull&rsquo;artista/gruppo o sul perch&eacute; dell&rsquo;antologia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-23.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5613" height="462" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-23.jpg" title="Untitled-2" width="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Si trovano anche vinili, da quanto ho letto nella loro pagina <a href="http://www.facebook.com/NotNowMusic" target="_blank"><strong>Facebook.</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono permesso di segnalarvi questa iniziativa perch&eacute; penso che trovare certi titoli di autori dimenticati o mai sentiti, ad un prezzo tutto sommato accettabile, sia un ottimo modo di rimpinguare la propria discoteca.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-31.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5614" height="455" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-31.jpg" title="Untitled-3" width="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, voglio precisare che non sono in alcun modo legato alla Not Now Music e quanto scritto sopra &egrave; tutta farina (agratis) del mio sacco. Spero di avervi fatto cosa gradita, con questo articolo.</p>
<p>A presto,<br />
	<strong>Corrado.</strong></p>
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		<title>Addio a Donna Summer, regina della &#8220;Disco Music&#8221;</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/17/addio-a-donna-summer-regina-della-disco-music/</link>
		<comments>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/17/addio-a-donna-summer-regina-della-disco-music/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Disco Music]]></category>
		<category><![CDATA[Donna Summer]]></category>

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		<description><![CDATA[Donna Summer era nata nel 1948 a Boston e fu definita &#8221;la regina della Disco&#8221; grazie soprattutto alle collaborazioni col produttore Giorgio Moroder: guadagn&#242; grandissima notoriet&#224; negli anni Settanta e vinse cinque Grammy. Donna Summer &#232; morta di cancro. Donna Summer &#232; stata la prima cantante a portare al primo posto della classifica statunitense tre<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/17/addio-a-donna-summer-regina-della-disco-music/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Donna Summer era nata nel 1948 a Boston e fu definita &rdquo;la regina della Disco&rdquo; grazie soprattutto alle collaborazioni col produttore Giorgio Moroder: guadagn&ograve; grandissima notoriet&agrave; negli anni Settanta e vinse cinque Grammy. Donna Summer &egrave; morta di cancro.</p>
<p><span id="more-5594"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Donna Summer &egrave; stata la prima cantante a portare al primo posto della classifica statunitense tre album doppi consecutivi. Ha venduto oltre cento milioni di dischi in tutto il mondo. Il suo ultimo disco composto solo da inediti &egrave; uscito nel 2008, col titolo &ldquo;Crayons&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;11 dicembre del 2009 Donna Summer ha cantato a Oslo, durante il concerto organizzato dal comitato che assegna il premio Nobel, in onore di Barack Obama, appena premiato col Nobel per la Pace. Secondo TMZ stava lavorando a un nuovo disco, aveva continuato a cantare fino all&rsquo;anno scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="560" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/qG07rYStCjw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alternating Picks &#8211; Studio di pennata alternata</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/15/alternating-picks-studio-di-pennata-alternata/</link>
		<comments>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/15/alternating-picks-studio-di-pennata-alternata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Caltanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Brani musicali]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Caltanella. Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Music & School]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa presto a dire &#34;pennate alternate&#34;, quando sappiamo bene che il nostro istinto spesso ci porta a suonare in un modo piuttosto diretto e istintivo, non sempre corrispondente ai canoni &#34;pratici&#34;. In questa nuovo appuntamento didattico, volevo soffermarmi su un argomento che si trascura abbastanza, non tanto per gli esperti, quanto per chi magari<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/15/alternating-picks-studio-di-pennata-alternata/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si fa presto a dire &quot;pennate alternate&quot;, quando sappiamo bene che il nostro istinto spesso ci porta a suonare in un modo piuttosto diretto e istintivo, non sempre corrispondente ai canoni &quot;pratici&quot;.</p>
<p><span id="more-5518"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In questa nuovo appuntamento didattico, volevo soffermarmi su un argomento che si trascura abbastanza, non tanto per gli esperti, quanto per chi magari sapendo gi&agrave; accompagnare con un discreto strumming, si cimenta in licks e fraseggi tipo assoli etc etc: l&#39;uso della<strong> pennata alternata &quot;gi&ugrave;/su&quot;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/5.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5581" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/5.jpg" style="width: 260px; height: 146px; float: right; margin-left: 15px" title="5" /></a>Il nostro istinto, per ovvii motivi, ci porta a suonare nel modo istintivo e conosciuto, usando cio&egrave; il plettro solo in una direzione, probabilmente perch&eacute; la sensazione e la percezione tattile di movimento del plettro deve &quot;viaggiare&quot; su strade sicure&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi come me insegna, sa che non sto dicendo una cosa nuova; il pretesto di lavorare su questo mini studio sulla scala di Do &egrave; indicato proprio per quelli che vogliono &quot;svezzarsi&quot; dal solito modo usare il plettro.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le dovute prove, &egrave; garantito il guadagno in velocit&agrave; (doppia) perch&egrave; si sfrutta anche il ritorno (ricordate le stampanti ad aghi bidirezionali???) verso l&#39;alto della mano per suonare la nostra corda.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7IcJjGtTAoA" width="560"></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Alternating-Picks.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la lezione &quot;Alternating Picks&quot; in PDF</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi divertite, provate a fare anche lo Shuffle con le terzine (e tenere il tempo, please).</p>
<p style="text-align: justify;">Buon Picking.<br />
	<strong>Alberto Caltanella</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carvin JB200C Jason Becker Tribute Guitar</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/13/carvin-jb200c-jason-becker-tribute-guitar/</link>
		<comments>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/13/carvin-jb200c-jason-becker-tribute-guitar/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carvin JB200C]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Becker]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carvin scrive: "In risposta alle richieste dei fan di Jason in tutto il mondo, siamo orgogliosi di presentare il modello JB200C, chitarra tributo a Jason Becker.. Il Custom Shop ha lavorato a stretto contatto con Jason per replicare il più fedelmente possibile la Carvin DC200 che era uno dei suoi principali strumenti negli anni '80 e '90"</p> 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carvin scrive: &quot;In risposta alle richieste dei fan di Jason in tutto il mondo, siamo orgogliosi di presentare il modello JB200C, chitarra tributo a Jason Becker.. Il Custom Shop ha lavorato a stretto contatto con Jason per replicare il pi&ugrave; fedelmente possibile la Carvin DC200 che era uno dei suoi principali strumenti negli anni &#39;80 e &#39;90&quot;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/StreamImage.aspx_1.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5569" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/StreamImage.aspx_1.jpg" style="width: 550px; height: 181px;" title="StreamImage.aspx" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo nuovo modello viene presentato con un top in acero fiammato 4A e con la paletta <em>matched</em>, tremolo originale Floyd Rose con <em>locking nut</em>,&nbsp; tastiera in acero fiammato con intarsi <em>dot</em> in abalone, manico in acero <em>hard rock maple </em>con finitura ad olio <em>(tung oil)</em>, hardware nero, pickup modelli M22SD &amp; M22V ed elettronica attiva.</p>
<p style="text-align: justify;">La chitarra originale di Jason venne colorata in Sapphire Blue, ma &egrave; possibile scegliere una qualsiasi delle finiture traslucide Carvin che vengono proposte nel listino in abbinamento ai top fiammati. Puoi richiedere anche il top in&nbsp; <em>quilted&nbsp; </em>in alternativa all&#39;acero marezzato 4A. &Egrave; inoltre possibile richiedere una finitura aggiuntiva sul top, in modo da rendere pi&ugrave; tridimensionali le venature dell&#39;acero. La&nbsp; firma di Jason Becker sul coperchio del trussrod contribuisce ad arricchire il design della paletta.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/vCoqEXS9B-4" width="560"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Zoom H4n: scatola cinese o piccola meraviglia?</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/13/zoom-h4n-scatola-cinese-o-piccola-meraviglia/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>littlepaolo58</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Recording]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Home Recording]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom H4n. Registratori digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di entrare nel vivo della recensione mi sono immaginato delle possibili domande: &#34;Che cos&#39;&#232;? Una specie di telecomando?&#34; Neanche per sogno: &#232; un registratore digitale!&#160; &#34;A chi serve?&#34; Non necessariamente ai musicisti: va bene anche per gli intervistatori o ai giornalisti&#160; (nello specifico &#232; stato pensato per i chitarristi ed i bassisti) &#34;Ma qui,<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/13/zoom-h4n-scatola-cinese-o-piccola-meraviglia/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prima di entrare nel vivo della recensione mi sono immaginato delle possibili domande: &quot;<em>Che cos&#39;&egrave;? Una specie di telecomando?</em>&quot; Neanche per sogno: &egrave; un registratore digitale!&nbsp; &quot;<em>A chi serve?</em>&quot; Non necessariamente ai musicisti: va bene anche per gli intervistatori o ai giornalisti&nbsp; (nello specifico &egrave; stato pensato per i chitarristi ed i bassisti)</p>
<p><span id="more-5510"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&quot;<em>Ma qui, su GuitarNews, a chi serve?</em>&quot;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-21.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5521" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-21.jpg" style="width: 260px; height: 98px; float: right; margin-left: 15px" title="Untitled-2" /></a>A tutti quelli che vogliono cominciare a muovere i primi passi nella registrazione. &quot;<em>Non sar&agrave; per caso il solito giocattolo di plastica giappo-cinese?&quot;</em> S&igrave; e no: alcune funzioni sono egregie ed altre discutibili. &quot;<em>Va bene per i chitarristi acustici o gli elettrici?&quot;&nbsp;</em> Va bene per chiunque, qualcuno lo usa&nbsp; per riprendere l&#39; audio&#8230;suonare su una base, costruire una piccola demo o un progetto pi&ugrave; articolato multi canale. Tra questi &#39;qualcuno&#39; ci sono anch&#39;io.</p>
<p style="text-align: justify;">&quot;<em>Si possono fare dei dischi o dei demo professionali</em>?&quot; Direi di no: &egrave; la stessa differenza che c&#39;&egrave; tra un buon caff&egrave; ed un surrogato&#8230;la qualit&agrave; dell&#39; audio &egrave; molto elevata e lavorando con software adeguati i risultati ci sono. La risposta giusta &egrave; che il risultato pu&ograve; facilmente ingannare, ma ci vuole esperienza. &quot;<em>Scusa littlepaolo58, ma con questo articolo vuoi spiazzare la rubrica di&nbsp; Alberto Caltanella</em>?&quot; Assolutamente no: e se aggiungete 2 buoni microfoni potete sperimentare in diretta quel che spiega nel suo video-corso qui su Guitar news.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Zoom H4n</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si opera con lo Zoom H4n: (la &#39;n&#39; sta per new, essendo nato dal precedente H4).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto: ho posseduto il modello precedente denominato &#39;H4&#39; e da oltre un anno utilizzo il modello &#39;H4-next&#39; e la Zoom <em><u>non mi paga per sviolinare il suo prodotto</u></em>. Questo registratore digitale &egrave; un &#39;tutto in uno&#39;: ha due microfoni disposti a <em>XY</em> e sovrapposti per eliminare problemi di fase essendo le capsule riceventi sullo stesso piano verticale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Senza-titolo-1.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-medium wp-image-5523" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Senza-titolo-1-265x300.jpg" style="width: 265px; height: 300px; float: right; margin-left: 15px" title="Senza-titolo-1" /></a>Se qualcuno ricorda il predecessore (lo Zoom H 4) questa particolarit&agrave; non era prevista. In pi&ugrave; ruotando la capsula esterna <strong>&egrave; possibile variare l&#39; angolo di ripresa da 90&deg; a 120&deg;.</strong> Si pu&ograve; usare per monitarare la propria performance o per riprendere un gruppo musicale o un coro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Zoom H4n <strong>pu&ograve; utilizzare i microfoni incorporati</strong> oppure, usando gli ingressi XLR (cannon), <strong>accetta qualsiasi microfono, compresi quelli a condensatore</strong> con alimentazione phantom a + 48v. Gli ingressi sono idonei anche per il classico &#39;jack&#39; da 6,3 tipico delle chitarre o di altri strumenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si pu&ograve; registrare anche usando un ingresso &#39;cannon&#39; ed uno &#39;jack&#39;</strong> compensando le sensibilit&agrave; in &nbsp;modo differente per ciascun ingresso. Oppure <strong>si pu&ograve; importare un file da una base gi&agrave; registrata</strong> per aggiungere una o pi&ugrave; tracce suonate successivamente.Ha anche una funzione &#39;karaoke&#39; che permette di eliminare le frequenze tipiche del canto&#8230;questa a dire il vero &egrave; una di quelle funzioni &#39;discutibili&#39;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il formato di registrazione &egrave; stereo in formato .wav (96KHz/24bit e 44.1KHz/16bit ) con la possibilit&agrave; di scegliere la frequenza di campionamento, oppure si pu&ograve; registrare in formato .mp3 direttamente; anche qui scegliendo la frequenza di campionamento da 320 Kbps a 64 Kbps.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un&#39; altra bella possibilit&agrave; &egrave; nel modo 4ch</strong> (4 canali): si pu&ograve; registrare attraverso i microfoni incorporati sommando i 2 ingressi; si arriva cos&igrave; a poter riprendere il suono con 4 microfoni. I file&nbsp; vengono salvati separatamente: 1 file stereo per i microfoni incorporati e 1 file stereo per i due ingressi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ci fa capire subito che questo apparecchio pu&ograve; registrare 4 tracce: difatti nella modalit&agrave; &#39;MTR&#39; ovvero <em>multitrak</em> <strong>&egrave; possibile registrare una traccia alla volta (mono) fino al massimo di 4 tracce massimo (sempre mono).</strong> Ricordate che una traccia stereo occupa 2 tracce mono!</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/H4N-2.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5525" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/H4N-2.jpg" style="width: 550px; height: 361px;" title="H4N-2" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per&ograve; <strong>&egrave; possibile fare il &#39;bounce&#39;</strong> delle 4 tracce in un unica traccia stereo ottimizzando volumi e pan-pot e poi ripartire ad aggiungere tracce (in questo caso 2) su di un nuovo project. Scusate se non entro nel dettaglio, ma le possibilit&agrave; farebbero sbadigliare di noia chi non ha mai provato e non ha interesse a perdere tempo per queste cose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fare il &#39;bounce&#39; significa riversare su due tracce stereo 4 tracce mono</strong> scegliendo gi&agrave; i volumi e la posizione pan-pot nell&#39; immagine stereo. Ovvio che se si sbaglia si pu&ograve; ritornare indietro e rifare senza perdere nulla. Tutto questo senza usare nulla di esterno e lavorando con il software caricato sullo Zoom H4n. <strong>E&#39; possibile normalizzare i volumi, convertire in mp3 e riprodurre a velocit&agrave; ridotta o accelerata&nbsp; direttamente dall&#39; apparecchio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sto qui ad annoiarvi sul modo in cui l&#39;apparecchio organizza le cartelle e i files: io ho usato il modello precedente e lo trovo intuitivo; per chi non lo ha mai usato e non conosce la logica dell&#39; apparecchio, non sar&agrave; la stessa cosa. <strong>Nel software &egrave; compreso un accordatore per tutti i tipi di strumenti,</strong> non mancano le accordature &#39;aperte&#39; <em>DADGED</em> ecc. ecc, un metronomo con diverse funzioni, una serie piuttosto ampia di effetti incorporati e modificabili a secondo del gusto personale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/2010_06_27_BSP4296.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5527" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/2010_06_27_BSP4296.jpg" style="width: 550px; height: 337px;" title="2010_06_27_BSP4296" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&rsquo; disponibile una sezione di effetti dedicati al mondo della chitarra e al basso elettrico,</strong> una per la chitarra acustica ed altri effetti per la voce ed il canto.Per ogni ingresso e per ogni &#39;canale&#39; che sceglieremo durante la registrazione si pu&ograve; scegliere l&#39; effetto e personalizzarlo e salvarlo nella memoria SD del dispositivo.Si &egrave; vero: non ne avevo ancora parlato; l&#39; apparecchio registra su una scheda SD comprese le nuove schede SD HC fino a 32 Gb.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#39;apparecchio funziona anche a pile ed ha una modalit&agrave; (stamina) per prolungare la durata delle batterie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella modalit&agrave; &#39;stamina&#39; le funzioni sono limitate e si pu&ograve; registrare solo in formato wav. <strong>Questa modalit&agrave; &egrave; molto utile a chi ne fa un uso mobile: ripresa di concerti o eventi, dibattiti, riunioni</strong> e chi pi&ugrave; ne ha &#8230; L&#39; apparecchio pu&ograve; essere usato anche per portare su digitale i dischi in vinile o le musicassette e poi utilizzare un programma esterno per restaurare la registrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In bundle viene fornita una versione di Cubase:</strong> la scelta del software &egrave; personale, in quanto una volta trasferito i files dallo Zoom H4n al pc attraverso l&#39; interfaccia Usb tutto &egrave; possibile. In pi&ugrave; lo Zoom <strong>pu&ograve; essere usato come interfaccia audio a bassa latenza</strong> sui pc portatili sprovvisti di una scheda audio adatta a lavorare con l&#39; audio multicanale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/2010_06_27_BSP4293.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5526" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/2010_06_27_BSP4293.jpg" style="width: 550px; height: 483px;" title="2010_06_27_BSP4293" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Descrivere qui, in una recensione, tutte le funzioni di questo piccolo &#39;mostro&#39; &egrave; quasi impossibile e secondo me sarebbe anche noioso. ll manuale &egrave; ben fatto, molto dettagliato e si pu&ograve; trovare su internet: pu&ograve; servire leggerlo per rendersi conto della quantit&agrave; di funzioni disponibili. Alcune funzioni di montaggio audio e editing sono pi&ugrave; semplici da fare usando un pc ed un programma dedicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque si riescono a fare anche senza bisogno di nessun pc: basta armarsi di santa pazienza, che non &egrave; compresa nella dotazione di serie&#8230;Tra le domande che mi sono posto da solo una la vorrei sviluppare e cercher&ograve; di rispondere:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- <em>Non sar&agrave; per caso il solito giocattolo di plastica giappo-cinese?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcune funzioni e il modo operativo dell&#39; apparecchio possono scoraggiare e far girare le &#39;cosidette&#39;</strong>. Una su tutte la rotellina tipo &#39;dial&#39; che seleziona le varie funzioni e poi va schiacciata per conferma, disorienta molte persone, ma &egrave; una scelta di campo: &egrave; stata mantenuta&nbsp; dalla prima versione e dalla famiglia di tutti i recorder digitali di casa Zoom.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/2010_06_27_BSP4295.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-medium wp-image-5534" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/2010_06_27_BSP4295-300x220.jpg" style="width: 265px; height: 194px; float: right; margin-left: 15px" title="2010_06_27_BSP4295" /></a><strong>I tasti sono piccoli:</strong> &egrave; tutto in miniatura e nella dotazione di serie non sono compresi occhiali! <strong>Un grosso passo in avanti &egrave; stato fatto con il display:</strong> nella versione precedente era illeggibile in scarsa luminosit&agrave; e molto pi&ugrave; piccolo. Alcuni effetti di &#39;simulazione&#39; per chitarra o basso che si riferiscono in modo esplicito a questo o a quel amplificatore potrebbero far venire i brividi ai pi&ugrave; smaliziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla vieta di bypassare questa sezione effetti e registrare il proprio ampli con un bel microfono e iniziare a fare i vari &lsquo;conti&rsquo; con il vicinato, condomini e &#39;scassa maroni&#39;. Poco felice anche <strong>la scelta di non dotare di serie l&#39; apparecchio del comando a distanza</strong> che &egrave; fornito optional e che, fino a poco fa, era introvabile. Lavorare coi tasti del volume direttamente sull&#39; apparecchio &egrave; udibile nella registrazione se si lavora con i microfoni incorporati!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non &egrave; vero che si possono registrare 4 tracce in contemporanea</strong> cos&igrave; come specificato nelle caratteristiche generali: non nel modo MTR cio&egrave; multi trak (multi traccia) questo &egrave; impossibile. A secondo dei tre modi di funzionamento principali: stereo (ripresa di 2 canali dai microfoni incorporati o dai due ingressi) 4ch (ripresa dai microfoni incorporati e dai due ingressi) e MTR (per ogni canale si pu&ograve; selezionare l&#39; ingresso scelto)</p>
<p style="text-align: justify;">Il&nbsp; menu dell&#39; apparecchio mostra o nasconde le funzioni che sono previste. Il registratore scrive 4 file contemporaneamente (2 stereo) solo quando si usa la funzione per registrare con i 2 ingressi combinati con i 2 microfoni incorporati. <strong>Si possono scrivere tracce stereo dagli ingressi 1+2: ma per far questo bisogna fare il &#39;link&#39; di due tracce mono.</strong> Sarebbe stato meglio specificare che le 4 tracce possibili sono intese come tracce mono. Se leggete con cura il manuale lo scoprirete!</p>
<p style="text-align: justify;">In compenso <strong>la sensibilit&agrave; degli ingressi &egrave; elevata e il suono &egrave; molto pulito e naturale</strong> anche usando i microfoni incorporati. Nessun miracolo: per&ograve; sono microfoni dignitosi. Come ho gi&agrave; citato &egrave; ottima la possibilit&agrave; di avere a bordo del recorder l&#39; alimentazione &#39;phantom&#39; per i microfoni a condensatore. In funzione dell&#39; utilizzo e dell&#39; applicazione &egrave; un apparecchio molto flessibile.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-3.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5524" height="299" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Untitled-3.jpg" title="Untitled-3" width="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Non &egrave; uno studio di registrazione, questo &egrave; ovvio. <strong>Secondo me &egrave; un ottimo strumento per iniziare a capire e gestire il proprio suono,</strong> analizzandolo dal punto di ascolto del pubblico e non solo dal nostro punto di ascolto di &#39;esecutori&#39;. Tra le pecche la funzione karaoke: questa funzione, che &egrave; possibile usare quando importiamo un brano dove esista gi&agrave; la linea del canto, dovrebbe cancellare / abbassare la voce.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella realt&agrave; il sistema applica un filtro (in pratica equalizza) in modo da porre meno in risalto la voce originale. <strong>Come in molti altri sistemi anche software che ho gi&agrave; provato viene snaturata tutta la gamma sonora e questo non mi piace proprio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Buon divertimento a tutti e buona sperimentazione!</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Riassunto caratteristiche &lt; Zoom H4n &gt;</h4>
<ul>
<li style="text-align: justify;">registrazione e riproduzione simultanea di 4 tracce a 96KHz/24bit e 44.1KHz/16bit o mp3</li>
<li style="text-align: justify;">2 capsule microfoniche a condensatore in configurazione X/Y con angolo di ripresa a 90&deg; o 120&deg;</li>
<li style="text-align: justify;">decoder mid-side interno</li>
<li style="text-align: justify;">ingressi XLR con phantom, Hi-Z inputs</li>
<li style="text-align: justify;">uscita Line/cuffie: miniJack stereo 3.5mm</li>
<li style="text-align: justify;">supporta schede SD/SDHC fino a 32GB</li>
<li style="text-align: justify;">funzione time stamp e track marker in modalit&agrave; Broadcast Wav Format (BWF)</li>
<li style="text-align: justify;">speaker interno</li>
<li style="text-align: justify;">funzione &quot;phrase training&quot;: velocit&agrave; di playback variabile</li>
<li style="text-align: justify;">effetti (inclusi amp modeling per chitarra e basso)</li>
<li style="text-align: justify;">accordatore cromatico</li>
<li style="text-align: justify;">metronomo</li>
<li style="text-align: justify;">stamina mode per registrare fino a 10 ore consecutive con batterie</li>
<li style="text-align: justify;">software Cubase LE incluso</li>
<li style="text-align: justify;">alimentazione: 2x batterie AA (non comprese) o alimentatore AD-14</li>
<li style="text-align: justify;">accessori in dotazione: alimentatore AD-14, cavo USB, SD Card 1GB, capsula di spugna anti-vento, case protettivo ,attacco per treppiede</li>
<li style="text-align: justify;">accessorio opzionale: telecomando a filo RC-04</li>
<li style="text-align: justify;">compatibile PC e Mac</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sito Zoom relativo al H4n:&nbsp; <a href="http://www.zoom.co.jp/products/h4n/features/" target="_blank">http://www.zoom.co.jp/products/h4n/features/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il manuale lo trovi qui : <a href="http://www.zoom.co.jp/products/h4n/downloads/" target="_blank">http://www.zoom.co.jp/products/h4n/downloads/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>littlepaolo</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Michael Burks – &#8216;Iron Man&#8217;</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/13/michael-burks-%e2%80%93-iron-man/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcoexplorer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Artisti e musicisti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Burks. Iron Man]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio primo approccio a Burks fu con la sua partecipazione al Pistoia Blues del 2009. Come al solito ogni anno cerco di informarmi sugli artisti che non conosco presenti al Festival (non solo quello di Pistoia, anche altri che pi&#249; o meno tento di frequentare) e cos&#236; successe anche in quell&#8216;edizione. Comprai il suo<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/13/michael-burks-%e2%80%93-iron-man/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mio primo approccio a Burks fu con la sua partecipazione al Pistoia Blues del 2009. Come al solito ogni anno cerco di informarmi sugli artisti che non conosco presenti al Festival (non solo quello di Pistoia, anche altri che pi&ugrave; o meno tento di frequentare) e cos&igrave; successe anche in quell&lsquo;edizione.</p>
<p><span id="more-5514"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Comprai il suo ultimo disco, <em>Ironman</em>, (molto quotato da tutte le fonti settoriali) con molto scetticismo perch&eacute; in parte stufo del classico &quot;sound blues&quot; proposto sempre e comunque da tantissimi artisti, sia giovani che attempati, polarizzati su i soliti due o tre stili. Forte della mia porzione di pessimismo&nbsp; non mi feci nemmeno assistere dalla classica ricerca di video online che solitamente precede da diversi anni lo sborso di soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/0.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5554" height="274" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/0.jpg" title="0" width="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Michael Burks</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sulla copertina c&rsquo;&egrave; lui che ti guarda nello stesso modo con il quale suona.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Diretto, profondo e volendo, per chi ha la coscienza sporca, anche accusatore. Quello che invece a mio parere rispecchia in tutto e per tutto la sua musica &egrave; la sincerit&agrave;. Sia in studio che dal vivo &egrave; marcatamente evidenziata dal suo stile deciso e dalla sua voce solenne. D&agrave; la sensazione di cantare e suonare come se fosse totalmente convinto di ogni nota. Insomma &egrave; un uomo di ferro!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/BURKS-pub-small.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-medium wp-image-5555" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/BURKS-pub-small-300x268.jpg" style="width: 260px; height: 232px; float: right; margin-left: 15px" title="BURKS-pub-small" /></a>Nato nel &rsquo;57 a Milwakee, con le radici piantate nell&rsquo;Arkansas, Michael&nbsp; viene influenzato dal padre anche lui musicista nonch&eacute; titolare di un club blues dal quale sicuramente ha attinto molto dello spirito che questa musica possiede.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha sempre suonato fin da piccolo ma, si sa, la musica non sempre paga, anzi, e quindi negli &lsquo;80: &ldquo; For over a decade he worked as a mechanical technician for Lockheed-Martin&rdquo; pur mantenendo la sua attivit&agrave; musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo fino al 1997 con il suo primo Album &ldquo; From The Inside Out&rdquo;, autoprodotto, del quale non so niente non possedendolo. Cronologicamente per me la sua musica parte dal 2001 con &quot;Make It Rain&rdquo; che lo vede affianco niente di meno che alla casa discografica Alligator, una fra le pi&ugrave; prestigiose del settore (se andate sul sito vi potete fare un&lsquo; idea sui personaggi che ha nella sua scuderia).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2003 esce &ldquo;I Smell Smoke&rdquo;, disco che reputo incredibile che riprende, mantiene ed elabora quanto fatto in &ldquo;Make It Rain&rdquo; ma che viene ulteriormente aggiornato e rivisitato nel 2008 in &ldquo;Ironman&rdquo; che &egrave; stato il mio primo ascolto di Burks.</p>
<p style="text-align: justify;">La formazione che si porta dietro &egrave; il classico quartetto (chitarra, basso, batteria, organo) che da quanto sono riuscito a sapere ha avuto diverse variazioni tranne che per l &lsquo;organista, il micidiale Wayne Sharp con il suo fidato Hammond. Da diversi anni ha anche un giovane batterista fisso Chuck &ldquo;Popocorn&rdquo; Lowden che, come mi disse Wayne, si riconosce dall&lsquo;enorme sorriso oltre che&nbsp; dall&lsquo;essere un musicista di grande abilit&agrave; e gusto nonostante l&rsquo;et&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/xhd98w1t8EI" width="480"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Suonano Blues/Rock elettrico, se proprio dobbiamo fare una classificazione, con enorme spazio all&rsquo;improvvisazione (punto per me fondamentale). La sua voce ricorda molto quella di Albert King ma il suo modo di suonare non saprei proprio a chi abbinarlo: &egrave; potente con binding&nbsp; tirati e note sempre chiare, mai confuse, con distorsioni che vanno dal crunch alle valvole tirate allo spasimo.<br />
	Veniamo ad una breve sintesi degli album.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">La discografia</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Make It Rain:</strong> Blues, Rock, Soul al servizio della sua chitarra, della sua voce e dell&rsquo;organo di Sharp.&nbsp; <em>&ldquo;Got a way with woman&rdquo;</em>, <em>&ldquo;What can a man do&rdquo;</em> (l&rsquo;intro organo e voce dice tutto) e la titletrack <em>&ldquo;Make it rain&rdquo;</em> sono le mie preferite.&nbsp; Fra i tre album sicuramente il pi&ugrave; blues oriented.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Smell Smoke:</strong> yessss c&rsquo;&egrave; lo zampino di Winter. Adoro questo disco. Si parte con <em>&ldquo;All your affetcion is gone&rdquo;</em> a cui vengono affidate ritmiche funky in clean secco con piccoli ponti che diffondono un riff tiratissimo che rimarr&agrave; a lungo nella mente musicale dell&rsquo;ascoltatore (la parte in controtempo alla fine dell&rsquo;assolo mi gasa assai). Poi <em>&ldquo;One more chance&rdquo;</em>, brano un poco pi&ugrave; frizzante nel quale si sente un certo tipo di sound fatto da&hellip;aspettiamo un attimo che &egrave; meglio. Eccoci arrivati ad <em>&ldquo;I smell smoke&rdquo;</em>, rivisitazione del brano di Johnny.</p>
<p style="text-align: justify;">Si continua con <em>&ldquo;Time i come in out of the rain&rdquo;</em>, ballata fantastica che lascia spazio improvvisativo al nostro. Le altre non le commento per&ograve; siamo sullo stesso stampo: un po&rsquo; pi&ugrave; tirato di <em>&quot;Make it rain&quot;</em> con parti secondo me pi&ugrave; rockeggianti ma pur sempre di matrice assolutamente blues. La voce sembra diventare sempre pi&ugrave; ferma anche se la maturazione c&rsquo;era gi&agrave; tutta.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/Mm7-EEun2A0" width="480"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iron Man:</strong> pi&ugrave; distorto, ancora pi&ugrave; rockeggiante, pi&ugrave; cattivo e forse pi&ugrave; scientemente nervoso con un pizzico di arrabbiatura. Un disco come piace a me, bello pesante con ritmiche potenti. Quante volte me lo sono ascoltato! Facciamola breve soffermandoci su quelle che pi&ugrave; caratterizzano l&rsquo;album e partiamo con <em>&quot;Empty promises</em>&quot;: se non l&rsquo;avete mai ascoltata&hellip;fatelo! Le note iniziali,&nbsp; con quel pulito che si incomincia sporcare, sono qualcosa di fenomenale&hellip;fatelo! Fatelo!</p>
<p style="text-align: justify;">Un&rsquo;altra &egrave; <em>&ldquo;Asehs in my ashtrey&rdquo;</em> che &egrave; una cover di Jimmy Johnson. Quando si trovano delle ceneri nel proprio posacenere&nbsp; forse &egrave; meglio credere a se stessi che ad altri &#8230;&ldquo;another man sleeping in my bed &ldquo;. Se questa non &egrave; una classica storia blues&hellip; Per finire quella pi&ugrave; rock , pi&ugrave; cattiva &egrave; <em>&quot;Fire and Water&quot;</em>, rivisitazione della traccia dei Free.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suono &egrave; un altro suo punto caratterizzante.</strong> Nel primo e nel secondo disco utilizza, udite udite, un famigerato Dumble! Ma ragazzi, non pensate subito a esborsi clamorosi per cimeli da collezionisti: la leggenda narra che qualche anno fa (si parla del 2001) fu proprio il nostro Howard a contattarlo tramite amico comune e a proporgli, avendo ascoltato il suo sound, la costruzione di un ampli (ovviamente Custom). Sentitevi <em>&ldquo;I Smell&#8230;&rdquo;</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="274" src="http://www.youtube.com/embed/mzhLOo1Xq_Q" width="480"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco come le sue Flying e le sue Les Paul hanno quel tocco magico, quella cremosit&agrave; e calda pastosit&agrave;. Il cambiamento arriva con <strong><em>&ldquo;Iron Man&ldquo;</em></strong> dove si affida ai Dr.Z. Chitarra, pochi pedali, ampli. Ecco fatto il suo spaventoso tone. Altra caratteristica appunto sono le Flying, che utilizza spesso, tranne che nei tour internazionali dove si porta solo una R9.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle due volte che sono andato a sentirlo la cosa che mi &egrave; rimasta maggiormente impressa&nbsp; &egrave; il fatto che durante l&rsquo;esibizione si vada a sgretolarsi la distanza che un palco pu&ograve; creare in funzione di un solo fine. Sto parlando di quello che pu&ograve; dare la musica pi&ugrave; in linea alle proprie corde.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao<br />
	<strong>Marco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Qualche pensiero, qualche emozione, qualche ricordo</h4>
<p style="text-align: justify;">Scrissi queste poche parole diversi mesi fa prima della sua prematura scomparsa (avvenuta a distanza di due giorni da quando sto scrivendo, il 06/05/2012 ) a testimonianza della genuinit&agrave; del mio trasporto non influenzato dalla recente triste notizia. Lascio tutto cos&igrave; come l&rsquo;avevo scritto chiedendo il permesso per qualche breve pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi affeziono molto alle persone che reputo sincere e che riescono ad aggiungere qualcosa di positivo alla mia esperienza, chiunque esse siano. Poche note a volte possono cambiarmi una giornata partita magari non troppo bene e questo pu&ograve; bastare indipendentemente da una conoscenza diretta o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre visto Michael come una figura positiva e come qualcuno che teneva a ci&ograve; che faceva senza eccessi di sorta. La seconda volta che andai a vederlo si esibiva in un piccolissimo paesino emiliano all&rsquo;aperto. Era estate ed eravamo pochi. Beh, per una quindicina di persone lui ha suonato come sempre, con il sudore e con il trasporto che lo caratterizza, per due ore senza sosta. Tutti sembravano felici. Ha suonato come al suo solito: guardando in faccia uno ad uno durante le sue improvvisazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E&rsquo; musica in divenire, che si forma nello stesso istante nel quale la si immagina.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace pensare, talvolta, ad un&rsquo;assenza di filtri che rende il tutto pi&ugrave; genuino, con minor artifici possibili. Non &egrave; cosa banale. Dalla mente alle mani e alle persone che ti stanno dinanzi, che giudicano una parte del tuo mondo interiore. Di quella giornata sono rimaste alcune foto, qualche parola scambiata dopo il concerto ma soprattutto bellissimi ricordi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/I-smell-smoke.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5556" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/I-smell-smoke.jpg" style="width: 550px; height: 451px;" title="I-smell-smoke" /></a></p>
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		<title>Lollar presenta i pickup LollarTron</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/10/lollar-presenta-i-pickup-lollartron/</link>
		<comments>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/10/lollar-presenta-i-pickup-lollartron/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 01:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lollar Pickups]]></category>
		<category><![CDATA[LollarTron. Pickups]]></category>

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		<description><![CDATA[I LollarTron sono pickup in formato &#34;standard humbucker&#34; che ricalcano il look e le sonorit&#224; Vintage dei leggendari Filter&#8217;Tron montati sulle altrettanto leggendarie Gretsch Country Gentlemen. Jason Lollar, fondatore dell&#39;omonima ditta, sostiene di essersi ispirato alle Gretsch anni &#39;60 per poi apportare un tocco di personalizzazione&#160; al suono che ha distinto per anni il rock-a-billy.<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/10/lollar-presenta-i-pickup-lollartron/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I LollarTron sono pickup in formato &quot;standard humbucker&quot; che ricalcano il look e le sonorit&agrave; Vintage dei leggendari Filter&rsquo;Tron montati sulle altrettanto leggendarie Gretsch Country Gentlemen.</p>
<p><span id="more-5497"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Jason Lollar, fondatore dell&#39;omonima ditta, sostiene di essersi ispirato alle Gretsch anni &#39;60 per poi apportare un tocco di personalizzazione&nbsp; al suono che ha distinto per anni il <em>rock-a-billy</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pickup al manico &egrave; caldo e &quot;burroso&quot; con una punta di frizzante sulle alte frequenze mentre il pickup al ponte suona grosso e <em>honky</em>, con frequenze basse marcate e con un carattere molto pulito nell&#39;insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">La coppia, a suo parere, &egrave; quanto di meglio il mercato possa offrire per sonorit&agrave; chiare e potenti di Neshville-iana memoria. Non ci resta che provarli quando saranno disponibili in Italia (Belli sono belli) :-)</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo di listino si aggirerebbe intorno ai 175 dollaroni cadauno (venduti anche singolarmente).</p>
<p style="text-align: justify;">Altre info su <a href="http://www.lollarguitars.com" target="_blank">www.lollarguitars.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/StreamImage.aspx_.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5499" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/StreamImage.aspx_.jpg" style="width: 550px; height: 321px;" title="StreamImage.aspx" /></a></p>
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		<item>
		<title>Heritage Guitar Inc. &#8211; Ovvero: &#8220;I’ve got a gal in Kalamazoo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 00:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco D'Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[Chitarre elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Heritage Guitar Inc]]></category>
		<category><![CDATA[Kalamazoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un periodo di alcuni mesi, grossomodo coincidente con l&#8217;estate del 2007, la Heritage Guitars di Kalamazoo chiuse completamente i battenti. A inizio Settembre Marvin Lamb, uno dei soci fondatori nonch&#233; esperto liutaio, dichiar&#242; un laconico&#160; &#8220;We&#8217;re sellin&#8217; it&#8221; alla Kalamazoo Gazette. Che fine ha fatto, dunque, la Heritage Guitars? E qual &#232; la storia<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/09/heritage-guitar-inc-ovvero-i%e2%80%99ve-got-a-gal-in-kalamazoo/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per un periodo di alcuni mesi, grossomodo coincidente con l&rsquo;estate del 2007, la Heritage Guitars di Kalamazoo chiuse completamente i battenti. A inizio Settembre Marvin Lamb, uno dei soci fondatori nonch&eacute; esperto liutaio, dichiar&ograve; un laconico&nbsp; &ldquo;We&rsquo;re sellin&rsquo; it&rdquo; alla Kalamazoo Gazette. Che fine ha fatto, dunque, la Heritage Guitars?</p>
<p><span id="more-5457"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E qual &egrave; la storia di questo marchio? Cominciamo dal principio&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Heritage_factory_0.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-5466" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Heritage_factory_0-150x150.jpg" style="width: 150px; height: 150px; float: right; margin-left: 15px" title="Heritage_factory_0" /></a><em>&quot;Premessa: questo articolo &egrave; stato messo insieme e poi pubblicato online pi&ugrave; di due anni fa, come sequenza di libere divagazioni e curiosit&agrave;, per festeggiare la ricorrenza dei venticinque anni di vita della Heritage Guitar Inc.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La versione attuale &egrave; quasi identica, con alcune piccole revisioni del testo. Non &egrave; stato purtroppo possibile ottenere un&#39;intervista con Vince Margol e/o uno dei fondatori, per integrare degnamente il testo con delle testimonianze dirette, come avrei fortemente desiderato. Pazienza, e buona lettura</em>.&quot; <em><strong>Marco D&#39;Andrea.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Kalamazoo, Orville Gibson e tre avvocati</h4>
<p style="text-align: justify;">Kalamazoo &egrave; un nome ben strano. Dio mio, non che non si sia mai sentito&hellip; avete presente Glenn Miller?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/fFv_PoZ2iP0" width="560"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Talmente inusuale, comunque, che pare ci siano in vendita delle T-Shirts, negli Stati Uniti, con la scritta: &ldquo;Yes, there really is a Kalamazoo!&rdquo;</p>
<p style="text-align: justify;">Pi&ugrave; strano ancora del nome in s&eacute;, &egrave; che nessuno sappia pi&ugrave; cosa diavolo questo nome voglia dire, o da dove venga: sono passati meno di 200 anni da quando questa cittadina del Nord degli Stati Uniti (Michigan, regione grandi laghi) venne chiamata cos&igrave; (1836), eppure l&rsquo;origine s&rsquo;&egrave; gi&agrave; persa. (Confrontare: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Etymology_of_Kalamazoo" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Etymology_of_Kalamazoo</a> )</p>
<p style="text-align: justify;">E strano, soprattutto, che proprio qui venisse a parare un certo <strong>Orville H. Gibson</strong> durante i primi anni &rsquo;80 del 1800 (pare nel 1881), sciroppandosi ben 1000 km verso Ovest da Chateaugay, nel Nord dello stato di New York, dov&rsquo;era nato e dove abitava con la sua famiglia (Chateaugay, per capirci, si trova a 100km circa a SudOvest di Montreal).</p>
<p style="text-align: justify;">Decise di fermarsi proprio a Kalamazoo, non &egrave; dato sapere il perch&eacute;. Altra parte della storia &egrave; invece nota: Gibson, per qualche anno, svolse vari lavori (commesso in un negozio di scarpe, cameriere in un ristorante ecc.), nutrendo nel tempo libero la passione per la liuteria e la costruzione di mandolini (e altri strumenti a corda), riuscendo infine ad aprire la sua bottega di liutaio nel 1896.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/OrvilleGibson4.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5470" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/OrvilleGibson4.jpg" style="width: 280px; height: 347px; float: right; margin-left: 15px" title="OrvilleGibson4" /></a>Pare che, per trovare tavole di legno adatte alle sue idee, fosse solito cannibalizzare vecchi mobili.&nbsp; Certo ebbe dell&rsquo;inventiva e molte idee originali: dal design degli strumenti (celebre il suo Lyre-Mandolin, ritratto anche come logo sulle etichette), alle innovazioni tecniche (esempio: manici parzialmente cavi, top arcuati scavati dal legno massiccio, fasce ricavate da un unico pezzo di legno).</p>
<p style="text-align: justify;">Pot&egrave; vantare per&ograve; un solo e unico brevetto (datato 1&deg; Febbraio 1898, US Patent 598245) che riguarda il progetto di un particolare mandolino, strumento che all&rsquo;epoca vendeva assai pi&ugrave; della chitarra.</p>
<p style="text-align: justify;">E&rsquo; di quel periodo la leggenda secondo cui, ad un mercante che gli chiedeva prezzo e tempi per la consegna di ben 500 mandolini, Orville rispose: 100$ l&rsquo;uno, 500 anni di lavoro. Ma torniamo a noi, e vediamo di arrivare al punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>1902</strong> Orville raggiunse un accordo con altri 5 soci per trasformare la bottega in un&rsquo;impresa pi&ugrave; grande: nasce la <strong>Gibson Mandolin-Guitar Manufacturing Co., Limited</strong>: John Adams, uno dei cinque, rester&agrave; presidente (nientemeno!) fino al 1944, quando la ditta viene venduta alla CMI.</p>
<p style="text-align: justify;">Risparmio numerosissimi dettagli, ma va notata una cosa curiosa: tre dei cinque soci &#8211; John Adams, Samuel Van Horn, Leroy Hornbeck&nbsp; &#8211; erano avvocati (il presidente, proprio Adams, addirittura giudice).&nbsp; <strong>Finalmente, qui si voleva arrivare: agli avvocati che fondarono la Gibson Co. a Kalamazoo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ah gi&agrave;: il povero Orville, liquidato dai suoi soci piuttosto in fretta &#8211; con un appannaggio annuale &#8211; e ridotto in cattivo stato di salute, torn&ograve; nel 1911 nel Nord dello stato di New York, dove mor&igrave; nel 1918 dopo 5 mesi d&rsquo;ospedale, all&rsquo;et&agrave; di 62 anni, e dov&rsquo;&egrave; tutt&rsquo;ora sepolto. Precisamente nel cimitero di Malone, vicino al suo paese natale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa faccenda degli avvocati dovrebbe colpire l&rsquo;attenzione. Perch&eacute;?</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Salvataggio: ancora un avvocato</h4>
<p style="text-align: justify;">Perch&eacute; il caso vuole che, circa cent&rsquo;anni dopo, nel 2007, proprio un avvocato (tributarista, per la cronaca ) tale <strong>Vince Margol</strong>, sia subentrato alla guida della Heritage, salvandone le sorti in un momento di grande difficolt&agrave;. E&rsquo; a lui che, nel 2007, &egrave; stata venduta la baracca.</p>
<p style="text-align: justify;">La Kalamazoo Gazette racconta che sua moglie, mentre si trovavano in vacanza nel Tennesse (magari a Nashville? Sarebbe storicamente coerente&#8230;) nel Luglio di quell&rsquo;anno, gli abbia chiesto cosa avrebbe desiderato fare nella sua vita, se avesse potuto scegliere. Lui rispose: gestire la Heritage. Dopo poche settimane dal loro ritorno a casa, scopr&igrave; che la ditta era in vendita ed entr&ograve; in contatto con J.P. Moats (vedremo in seguito chi sia costui), definendo poi l&rsquo;affare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/large_mainphoto.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5474" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/large_mainphoto.jpg" style="width: 550px; height: 344px;" title="large_mainphoto" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E&rsquo; cos&igrave;: al <strong>225 di Parsons Street</strong> regge ora le sorti Vince Margol, local tax attorney (subentrato a Bill Paige , uno dei comproprietari dal 1984): <strong>un avvocato torna al comando dopo un centinaio d&rsquo;anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma facciamo qualche passo indietro, e vediamo da dove diavolo arrivi, questa benedetta Heritage, e cosa c&rsquo;entri con Kalamazoo e con la Gibson.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">The Heritage Guitars Inc. (oggi, a esser precisi, senza il &ldquo;The&rdquo;)</h4>
<p style="text-align: justify;">Lo storico impianto Gibson di Kalamazoo, com&rsquo;&egrave; noto, entr&ograve; in produzione nel 1917, circa un anno prima della morte di Orville (all&rsquo;epoca ormai completamente fuori dai giochi).&nbsp; L&rsquo;edificio venne inaugurato con una festa danzante in data 11 Luglio del 1917, mentre in Europa ci si scannava allegramente (Caporetto &egrave; di l&igrave; a tre mesi e mezzo).</p>
<p style="text-align: justify;">Qui si sfornarono strumenti marchiati Gibson fino al Settembre 1984, quando il managemant decise di &rdquo;downsize &amp; down south&rdquo;, accentrando la produzione nello stabilimento di Nashville (aperto dal 1975), e serrando nel contempo bottega nel Michigan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jim Deurloo, Marvin Lamb, e J.P. Moats</strong>, fino a quel momento dipendenti Gibson, risolsero di non volersi trasferire 850 Km pi&ugrave; a Sud con le famiglie e fondarono la The Heritage, che venne registrata il 1&deg; aprile del 1985. Dopo poco si aggiungono anche <strong>Bill Paige</strong> e <strong>Mike Korpak</strong> (che lascer&agrave; nel 1985).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco Marvin Lamb che racconta brevemente la storia (per inciso: io, da uno cos&igrave;, una chitarra me la farei fare subito):</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/jKCx-RbnaYs" width="560"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In Aprile del 1985 la fabbrica riapre quindi i battenti, per la produzione marchiata &ldquo;The Heritage&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione: novant&rsquo;anni abbondanti, nella stessa sede, di progettazione e costruzione di strumenti a corda, passando dai mandolini dell&rsquo;epoca di Orville agli strumenti elettrici!</p>
<p style="text-align: justify;">Novant&rsquo;anni che, si sa, raggiungono un importante picco creativo e qualitativo durante l&rsquo;era McCarty: &egrave; in questa sede che si trovava l&rsquo;ufficio del celebre manager durante il periodo d&rsquo;oro dell&rsquo;innovazione, con la progettazione e la produzione di pezzi di storia della musica come la Les Paul, la ES-335, la SG, il Korina Trio (Flying V, Explorer e Moderne), la Firebird; ma anche cosette come il Tune-o-matic, e l&rsquo;humbucker (1957: grazie, Seth Lover!).</p>
<p style="text-align: justify;">Qui vennero inoltre inventati il truss rod (1920 circa, Ted McHugh, amico di Orville che gli sopravvisse a lungo), ed il primo pickup (1923,&nbsp; Lloyd Loar, ma &egrave; un dato po&rsquo; controverso).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/gibsonguitar.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5476" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/gibsonguitar.jpg" style="width: 550px; height: 426px;" title="gibsonguitar" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma va bene: su tutto questo esistono libri, molte meno cose si sanno invece su quel che &egrave; accaduto dopo il 1984.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il quarto di secolo Heritage Guitars &egrave; una storia lontana dalle logiche dei grandi gruppi industriali e dai grandi numeri (a tutt&rsquo;oggi si parla di circa una ventina di dipendenti), <strong>una storia che vede alla guida gli stessi artigiani che materialmente costruiscono gli strumenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Col 1985, dicevamo, riprende la produzione di strumenti elettrici, di chiarissima discendenza Gibson; guai per&ograve; a chiamarli copie: sono prodotti dagli stessi artigiani, con gli stessi macchinari, nello stesso posto. Le copie, semmai, sono quelle orientali. Rispetto ai progenitori, cambia soprattutto la paletta, firma estetica dello strumento&hellip; e la scelta della nuova firma rester&agrave; come il pi&ugrave; grande motivo di perplessit&agrave; fra gli appassionati.</p>
<p style="text-align: justify;">Perch&eacute; se la qualit&agrave; non si pu&ograve; discutere, l&rsquo;occhio vuole comunque la sua parte, e l&rsquo;aspetto della &ldquo;peghead&rdquo;, in effetti, non &egrave; proprio accattivante. Concava dove quella Gibson &egrave; convessa, stretta dove l&rsquo;altra &egrave; ampia&hellip; sgraziata, a dirla tutta, nel tentativo evidente di ottenere un&rsquo;identit&agrave; contrapposta a quella della grande casa (c&#39;&egrave; chi afferma che il design sia stato addirittura imposto dalla Gibson, per differenziare nettamente le produzioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il Summer Namm, a Giugno dello stesso anno, viene presentata la prima chitarra in catalogo, la&nbsp; H-140, una simil Les Paul (ora non pi&ugrave; in produzione) con florentine cutaway. Si susseguono poi via via gli altri modelli: confrontare <a href="http://www.heritageguitar.com/modelhistory.html" target="_blank">http://www.heritageguitar.com/modelhistory.html</a>&nbsp;&nbsp; per avere una parziale idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli anni &rsquo;80 sono momenti di passaggio e definizione di una direzione, soprattutto per il settore solid body che vede addirittura l&rsquo;introduzione e poi il veloce abbandono di alcuni strumenti pointy-headstock, stile superstrat (The Heritage Stat o la H160V, armate di ponti Khaler) per combattere le concorrenti in piena metal-era.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/H555-BA.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5478" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/H555-BA.jpg" style="width: 550px; height: 413px;" title="H555-BA" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, si sa, chi non &egrave; caduto nel tranello di inseguire Kramer, Jackson, Ibanez &amp; co., nella seconda met&agrave; anni &rsquo;80? Gibson e Fender hanno dei begli scheletri nell&rsquo;armadio per quel periodo&hellip;.<strong> La parte pi&ugrave; caratterizzante la produzione &egrave;, da sempre, costituita&nbsp; dalle archtop</strong>, con top e fondo in legni massicci (non laminati) e selezionati: settore in cui la perizia artigianale fa la differenza, molto pi&ugrave; che per le solid body.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso la Heritage ha avuto in produzione nientemeno che un modello dedicato a Johnny Smith, modello di punta della casa, come prima lo era stato per Gibson e Guild.&nbsp; Non &egrave; un caso nemmeno &ndash; e implica una correttezza apprezzabile -&nbsp; che Heritage abbia cessato la produzione con la fine dell&rsquo;endorsement, mentre Gibson e Guild hanno continuato a produrre il medesimo strumento con nome diverso (LeGrand, per Gibson; Artist Award, per Guild).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non &egrave; mia intenzione fare una disamina dei singoli modelli e delle specifiche (e ci mancherebbe), anche se sarebbe interessante, cos&igrave; come sarebbe interessante valutare il calibro degli endorser: gente tipo Kenny Burrell. Sia per&ograve; chiaro che Heritage utilizza &ndash; anche per i modelli base &ndash; vernici nitro stese a mano con spessori paper-thin, segnatasti in vera medreperla, hardware Schaller e Grover (talvolta anche Sperzel), p.up Duncan e Lollar (in passato Schaller) ecc. ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quel che mi preme &egrave; tentare di far intuire la qualit&agrave; di questi strumenti a chi non li abbia mai provati</strong>, invogliando a non essere respinti dalla bruttezza (diciamolo) della paletta, per invitare a qualche prova.&nbsp; Oh, beninteso, non tutte le ciambelle riescono col buco: anche la Heritage ha preso qualche cantonata con dei modelli&hellip;la SAE per esempio (un modello di 20 anni fa) pesava come un armadio&hellip; e ne aveva anche l&rsquo;aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fidarsi del marchio non &egrave; poi difficile: basta dare uno sguardo al curriculum dei fondatori</strong> (che, badate, a quanto &egrave; dato sapere aiutano ancora nel lavoro di produzione): Marvin Lamb cominci&ograve; a lavorare per la Gibson nel 1956, a 16 anni: faceva a mano i buchi sui top delle storiche LP della fine anni &rsquo;50, quelle che oggi costano come un bell&rsquo;appartamento, ed installava stop-bar e i nuovi (allora) ponti TOM.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dedic&ograve; poi ad altre mansioni che riguardavano lavorazioni sul legno, fino a diventare caporeparto del settore finitura ed assemblaggio. Divenne sopraintendente dell&rsquo;impianto nel 1974, e mantenne l&rsquo;incarico fino alla chiusura dello stabilimento Gibson a Kalamazoo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Curiosit&agrave;</strong>: Marvin Lamb possiede l&rsquo;ultima chitarra mai fabbricata dalla Gibson a Kalamazoo (non a caso proprio una Les Paul) che volle acquistare per ricordo. Si tratta di una Gold Top Standard 30th anniversary: il suo seriale &ndash; 1814002 &#8211; &egrave; l&rsquo;ultimo mai impresso dalla &ldquo;big G&rdquo; a Kalamazoo. (il seriale indica il 181mo giorno del 1984, e il fatto che quella fu la seconda delle due chitarre terminate quell&rsquo;ultimo giorno).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Jim Deurloo</strong>, a sua volta, entr&ograve; in Gibson nel 1958 come levigatore di fasce e manici. Divenne poi pattern-maker. Lavor&ograve; in seguito come plant-manager per la Guild dal &rsquo;69 al &rsquo;74, poi torn&ograve; in Gibson come project-engineer aiutando a pianificare lo stabilimento di Nashville, anche per quanto riguarda i processi di produzione e l&rsquo;acquisto di macchinari, fino a diventare plant manager anche per Gibson.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Kenny-Burrell.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5480" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Kenny-Burrell.jpg" style="width: 550px; height: 578px;" title="Kenny-Burrell" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Namm: Kenny Burrel allo stand Heritage</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>J.P. Moats</strong> fu assunto nel 1957 e si occup&ograve; di levigatura e finitura degli strumenti. Bill Paige entr&ograve; in Gibson nel 1975 come contabile, dopo essersi diplomato alla Busines School della Western Michigan University. Alla Heritage &egrave; stato controllore della gestione, occupandosi di tutto ci&ograve; che NON riguardava le chitarre. Ha ceduto il passo a Margol.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra curiosit&agrave;: &egrave; lui ad aver mostrato, nel 2008, la storica (e pare eccezionale) bobinatrice di riserva della Gibson, la Slug 101, a Jon Gundry, titolare della Throbak electronics&hellip; che poi &egrave; riuscito a portarsela a casa.&nbsp; Un bel colpo per la Throbak. <strong>I primi tre, insieme, hanno pi&ugrave; di 160 anni di esperienza nella progettazione e nella costruzione di chitarre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un patrimonio di conoscenza del settore inestimabile, che varia dalla capacit&agrave; di design alla padronanza delle tecniche del wood cooking o della finitura, alla gestione degli impianti piuttosto che&hellip; a qualsiasi altra cosa possa venirvi in mente, quando pensate all&rsquo;arte di confezionare strumenti del livello storico e qualitativo di cui s&rsquo;&egrave; parlato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo i fondatori esprimono lo spirito del gruppo. Ad esempio <strong>Katie Flamm</strong>: figlia di un dipendente prima della Gibson e poi di Heritage, si occupa di levigatura. Durante il periodo di chiusura della Heritage, nel 2007, non prov&ograve; nemmeno a trovare un altro lavoro, perch&eacute; sentiva che la ditta sarebbe sopravvissuta ai problemi, rimanendo attiva e in loco.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Conclusione</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vince Margol</strong> ha portato nuovi capitali e predisposto una nuova organizzazione. Prima del suo arrivo non c&rsquo;era alcun computer alla Heritage&hellip; e mi riferisco all&rsquo;amministrazione. Sembra avessero grossi problemi a gestire gli ordini: c&rsquo;&egrave; da crederci.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo scopo &egrave; preparare la Heritage per il momento in cui i 3 fondatori &ndash; ormai tutti sopra la settantina &ndash; non saranno pi&ugrave; quotidianamente a disposizione, rispettandone le idee e gli intenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello storico edificio di Parsons St., quello con la scritta Gibson sulla ciminiera, le cose, da qualche anno, sembrano aggiustarsi per il meglio, e la ditta che segue la tradizione di qualit&agrave; semi-artigianale dell&rsquo;epoca d&rsquo;oro non ha chiuso i battenti, n&eacute; &egrave; stata svenduta a qualche grosso gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">La facciata, nelle foto, mostra i segni del tempo: nella fabbrica dove Ted McCarthy fece crescere il numero dei dipendenti da 150 a 1200, solo un piccolo presidio di una ventina di persone, insediato nella parte pi&ugrave; vecchia dell&rsquo;edificio, continua oggi la tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le chitarre sono buone e l&rsquo;avvocato Margol garantisce che non automatizzer&agrave; i processi: il &ldquo;we &lsquo;re sellin&rsquo; it&rdquo; di Lamb non provoca rimpianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora, direi, pericolo scampato.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Heritage_factory_0.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5466" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Heritage_factory_0.jpg" style="width: 550px; height: 418px;" title="Heritage_factory_0" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nota</strong>: alcune delle fonti da cui ho ricavato le informazioni di cui sopra sono:</p>
<p style="text-align: justify;">1.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gibson Guitars, 100 Years of an american icon, by Walter Carter &ndash; 1994 Gibson Publishing Company<br />
	2.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sito web della Heritage Guitars: <a href="http://www.heritageguitar.com/indexd.html" title="http://www.heritageguitar.com/indexd.html">http://www.heritageguitar.com/indexd.html</a><br />
	3.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sito web, archivio on line della Kalamazoo Gazette, vari articoli: <a href="http://www.mlive.com/kzgazette/" title="http://www.mlive.com/kzgazette/">http://www.mlive.com/kzgazette/</a><br />
	4.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sito web della Throbak Electronics: <a href="http://gundrymedia.typepad.com/throbak_electronics/" title="http://gundrymedia.typepad.com/throbak_electronics/">http://gundrymedia.typepad.com/throbak_electronics/</a><br />
	5.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sito web zoominfo: <a href="http://www.zoominfo.com/people/Deurloo_Jim_14150615.aspx" title="http://www.zoominfo.com/people/Deurloo_Jim_14150615.aspx">http://www.zoominfo.com/people/Deurloo_Jim_14150615.aspx</a><br />
	6.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sito web Wikipedia, per numerose voci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/09/heritage-guitar-inc-ovvero-i%e2%80%99ve-got-a-gal-in-kalamazoo/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Fabio Concato &#8211; Tutto Qua</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/06/fabio-concato-tutto-qua/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 05:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>littlepaolo58</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutto Qua]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ci sono cose che non capisco, tra queste, ce n'è una che mi sorprende spesso: come è possibile scrivere una recensione di un album il giorno stesso dell' uscita ufficiale ed a volte anche prima? Io sarò anche lento come un bradipo, ma spesso colgo cose o sfumature di un disco dopo decine e decine di ascolti.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono cose che non capisco, tra queste, ce n&#39;&egrave; una che mi sorprende spesso: come &egrave; possibile scrivere una recensione di un album il giorno stesso dell&#39; uscita ufficiale ed a volte anche prima? Io sar&ograve; anche lento come un bradipo, ma spesso colgo cose o sfumature di un disco dopo decine e decine di ascolti. La cosa pi&ugrave; inquietante &egrave; che la rete ha permesso all&#39; informazione di &#39;girare&#39; pi&ugrave; veloce aumentando per&ograve; il numero delle persone che prendono gli articoli e li &#39;copiano&#39; semplicemente. (<strong>Qui su GuitarNews la bufala di Alecb per il vinile dei Pink Floyd &egrave; memorabile!)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Fabio-Concato-esce-il-20-ma.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5445" height="367" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Fabio-Concato-esce-il-20-ma.jpg" title="Fabio-Concato-esce-il-20-ma" width="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Molti di quelli che scrivono recensioni il disco non lo hanno ascoltato di certo. Possibile che tutti dicano la stessa cosa?&nbsp; Ecco perch&egrave; ho svuotato la testa di tutto quello che ho sentito e che ho letto: la recensione di questo disco ho voluto farla &#39;da solo&#39;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho aspettato che fosse la musica a suggerirmi quel che dovevo scrivere. Fabio si &egrave; concesso ben 11 anni di &#39;silenzio discografico&#39;, mi sembrava doveroso dedicargli il tempo necessario.&nbsp; L&#39; album &egrave; uscito circa un mese fa ed io l&#39; ho ascoltato diverse volte prima di decidere di scriverne una recensione.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Fabio Concato&nbsp; &#8211; Tutto Qua</h4>
<p style="text-align: justify;">Io non sono un critico musicale e non so nemmeno come debba essere identificato un personaggio simile e quali caratteristiche debba avere&#8230;se vi fidate potete proseguire. Il Cd in questione: anche in vinile o scaricabile dal web, &egrave; &#39;Tutto Qua&#39;&nbsp; di Fabio Concato.</p>
<p style="text-align: justify;">Undici anni fa il suo ultimo lavoro fu &#39;Ballando con Chet Baker&#39;, cosa c&#39;&egrave; stato in mezzo a tutti questi anni? Di sicuro della musica: un artista sceglie altre strade e prova nuovi stimoli e non pensa a produrredischi per forza.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/TuttoQua-album.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5443" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/TuttoQua-album.jpg" style="width: 550px; height: 239px;" title="TuttoQua-album" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Forse &egrave; un bene uscire un poco dalla &#39;zona&nbsp; vip&#39; per poter fare quello che un artista preferisce e investire su di s&egrave;. Concato &egrave; uno di quegli artisti che ammiro e che per me &egrave; stato e sar&agrave; modo per scoprire molta altra musica (la bossa nova, o artisti come Antonio Carlos Jobim o Bebel Gilberto, Toquinho)&nbsp; che altrimenti non avrei n&egrave; apprezzato n&egrave; conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti riferimenti ai suoi precedenti lavori, sia attraverso i testi che attraverso la musica, sono presenti in questo suo nuovo lavoro. Gli arrangiamenti sono molto ricercati: l&#39; utilizzo di strumenti acustici e di una &#39;vera&#39; sezione di archi donano calore e impreziosiscono la qualit&agrave; musicale nei brani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disco scorre facilmente e con grande naturalezza mi conquista e mi accompagna dentro alle 11 storie che compongono questo nuovo lavoro. Dentro alle storie c&#39;&egrave; l&#39; uomo comune, spesso preoccupato o disorientato dai tempi che stiamo vivendo. Un uomo che non ha smesso di osservare, comprendere e capire.</p>
<p style="text-align: justify;">Fabio si &#39;srotola&#39;&nbsp; e si racconta, passando da richiami ai suoi primi successi come &#39;Zio Tom&#39; a momenti pi&ugrave; romantici usando la leva pi&ugrave; potente che esista: l&#39; amore. Fabio non &egrave; ripetitivo e neanche riciclato &egrave; un artista che si rivede e parte da capo; utilizzando il suo metodo espressivo con acute citazioni a brani del suo passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo &#39;glamour&#39; &egrave; inalterato: anzi il tempo lo ha migliorato, la sua voce sa essere calda ed avvolgente come leggermente petulante&#8230; in alcuni casi. Le canzoni &#39; Un trenino nel petto&#39; e &#39;Tutto Qua&#39; che sono state scelte per i passaggi televisivi e radiofonici, sintetizzano un poco lo spirito di questo nuovo album.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna mia e spero anche vostra non &egrave; solo &#39;tutto qu&agrave;&#39;&#8230; per fare il &#39;verso&#39; al titolo dell&#39; album.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/DNRG0TVXgn8" width="560"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="410" src="http://www.youtube.com/embed/PMrxcTcHfFw" width="560"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La mia sensazione &egrave; che ogni brano sia stato oggetto di una lunga riflessione, capisco e apprezzo la cura che avvolge la musica e le parole. Tutto ci&ograve; lasciando evidente e sensibile il messaggio artistico / musicale senza artifici sensazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei vari brani che compongono il disco, gli arrangiamenti cambiano&nbsp; di mano. Questa scelta ha portato ad un disco omogeneo nella visione di insieme, ma felicemente diverso nelle scelte delle sonorit&agrave; di ogni brano. Un ottimo lavoro di team: a mio giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Qualcuno ha scritto che questo &egrave; il miglior album di Fabio Concato&#8230;</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Io ho i suoi dischi: da quasi trent&#39;anni lo ascolto e lo apprezzo ed alcuni suoi pezzi sono entrati nella memoria della mia generazione e non solo. Non so se tra vent&#39;anni canter&ograve; qualche brano di questo disco durante qualche passeggiata al parco con per le mani un nipotino&#8230;(o una badante&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure se cercando dentro ai miei ricordi mi capiter&agrave; in mano un vecchio cd, magari dimenticato o superato da qualche altra diavoleria elettronica e se sar&agrave; proprio questo &#39;Tutto qu&agrave;&#39; che mi &egrave; mancato cos&igrave; tanto. Io di certo so solo una cosa: <em>&#39; La musica &egrave; un miracolo e se non ci fosse, il mondo sarebbe grigio e senza speranza&#39;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Buon ascolto a tutti e i miei complimenti&nbsp; a Fabio per la sua musica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Littlepaolo58</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gibson Les Paul KM &#8211; Sulla via delle &#8220;Reissue&#8221; &#8211; Part Three</title>
		<link>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/04/gibson-les-paul-km-sulla-via-delle-reissue-part-three/</link>
		<comments>http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/04/gibson-les-paul-km-sulla-via-delle-reissue-part-three/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 00:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cilloz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo visto come, nel 1976, rinasca ufficialmente la Les Paul Standard. Il nuovo modello &#232; una buona chitarra senza dubbio ma, se da una parte fa felici coloro che la aspettavano e soddisfa in parte i nuovi acquirenti, dall&#8217;altra fa storcere il naso a tanti vecchi appassionati del marchio&#8230; che la trovano distante anni luce<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/05/04/gibson-les-paul-km-sulla-via-delle-reissue-part-three/">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="rtejustify" style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Cop-050-copy.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-medium wp-image-5424" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Cop-050-copy-233x300.jpg" style="width: 150px; height: 193px; float: right; margin-left: 15px" title="Cop-050-copy" /></a>Abbiamo visto come, nel 1976, rinasca ufficialmente la Les Paul Standard. Il nuovo modello &egrave; una buona chitarra senza dubbio ma, se da una parte fa felici coloro che la aspettavano e soddisfa in parte i nuovi acquirenti, dall&rsquo;altra fa storcere il naso a tanti vecchi appassionati del marchio&#8230;</p>
<p><span id="more-5416"></span></p>
<p class="rtejustify" style="text-align: justify;">che la trovano distante anni luce dalle vecchie produzioni sia dal punto di vista estetico e costruttivo, sia da quello prettamente sonoro.</p>
<p class="rtejustify" style="text-align: justify;">Piano piano per&ograve; la richiesta stava cambiando anche sul mercato generale mentre le vecchie Les Paul del mitico triennio diventavano sempre pi&ugrave; rare e quasi oggetti di culto. Era necessario quindi che la Gibson decidesse di fare qualcosa per andare incontro alle nuove tendenze e tentare di tornare alle origini della Les Paul.</p>
<p class="rtejustify" style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 class="titolo" style="text-align: justify;">Verso la strada della &quot;ragione&quot;</h4>
<p style="text-align: justify;">Gi&agrave; tra il 1976 e il 1978 alla Gibson erano state commissionate una manciata di Les Paul dalla Strings and Things, un trader importante, che avevano le caratteristiche estetiche delle 59, quindi con top in due pezzi di acero flamed, binding con andamento dritto all&rsquo;interno della spalla mancante e paletta di dimensioni pi&ugrave; piccole. Ma rimase una cosa fine a se stessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-050.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5425" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-050.jpg" style="width: 180px; height: 358px; float: right; margin-left: 15px" title="Immagine-050" /></a>Una bella mano la ebbe nel 1978 quando ricevette una ordinazione da altri importanti &ldquo;traders&rdquo;: questi chiesero alla Gibson di produrre&nbsp; un certo numero di chitarre che ricalcassero le caratteristiche delle vecchie Les Paul Burst. L&rsquo;ordinazione fu per un totale di circa 1500 strumenti e la fabbrica scelta per la produzione fu il vecchio stabilimento di Kalamazoo .</p>
<p style="text-align: justify;">Jimmy Wallace, Leo&rsquo;s, Guitar Trader e altri rivenditori (tra cui alcuni sul mercato giapponese che risultava anche essere un buon cliente per gli americani) ebbero quindi un numero limitato di Les Paul che rispecchiavano almeno sulla carta la vecchia produzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti queste &ldquo;limited&rdquo; erano costruite secondo i vecchi dettami con corpo in mogano in un solo pezzo (cosa che era appena stata reintrodotta anche nella produzione di serie) ma con top in acero fiammato bookmatched e con caratteristiche estetiche del tutto simili alle antenate del 1959. In pi&ugrave; portavano sul copri truss rod il nome dell&rsquo;ordinante e addirittura il Guitar Trader si fece costruire 47 pezzi che montarono degli autentici PAF N.O.S.!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma queste erano Repliche Custom Order, di nicchia e costose, destinate per lo pi&ugrave; a clientela molto selezionata. Era quindi necessario tentare di soddisfare anche la clientela meno &ldquo;d&rsquo;Elite&rdquo; con qualcosa che richiamasse alla mente i fasti del passato.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta a tutto ci&ograve; fu la nuova Les Paul KM (Kalamazoo Model) che fu in realt&agrave; la prima reissue 59 prodotta per il grande pubblico. O almeno fu il primo tentativo di riuscire in questa operazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa chitarra fu prodotta solo nel 1979 nello stabilimento storico di Kalamazoo e in poco pi&ugrave; di mille esemplari, forse a causa delle sempre pi&ugrave; scarse risorse che la Norlin concedeva al vecchio stabilimento. Ho avuto la fortuna di possederne una in colore Antique Burst e tenter&ograve; di descriverla. Innanzi tutto la presento.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 class="titolo" style="text-align: justify;">Les Paul Standard KM</h4>
<p style="text-align: justify;">Premetto che la chitarra &egrave; marchiata &ldquo;second&rdquo; (seconda scelta per qualit&agrave; estetica), molto probabilmente dato il top in acero in un unico pezzo non fiammato e la mancanza delle scritta Les Paul in corsivo sulla paletta. In realt&agrave; questa Les Paul &egrave; costruita in maniera analoga alle altre Les Paul Standard e ne differisce solo per alcuni particolari estetici ed elettronici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-051.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5426" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-051.jpg" style="width: 260px; height: 363px; float: right; margin-left: 15px" title="Immagine-051" /></a>Ha il corpo in mogano a pezzo unico, top in acero con binding singolo, manico in acero composto da 3 pezzi con volute e tastiera in palissandro con segnatasti trapezoidali. Fin qui nulla di nuovo quindi. Il logo Gibson &egrave; per&ograve; quello vecchio con B e O arrotondate, le manopole sono delle &ldquo;speed knobs&rdquo; e l&rsquo;hardware &egrave; cromato e composto da meccaniche Grover, ponte Nashville e stop bar.</p>
<p style="text-align: justify;">La vera particolarit&agrave; sono per&ograve; i pick up. Sono due Patent Number T-top scoperti con bobine color crema e un particolare sovra avvolgimento, che li rende differenti dalla produzione di serie e studiato per riprodurre delle sonorit&agrave; pi&ugrave; vicine alle &ldquo;matrici&rdquo; di riferimento sopperendo cos&igrave; alla mancanza di &ldquo;corposit&agrave;&rdquo; che molti riscontravano nella produzione di serie.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;elettronica &egrave; identica alle altre Les Paul del periodo con potenziometri da 300K e condensatori ceramici montati su basetta metallica e isolati da una calotta all&rsquo;interno del vano.Il top come ho detto &egrave; (strano ma vero) in un solo pezzo di acero ed &egrave; privo di fiamma ture;&nbsp; alcune per&ograve; furono prodotte con top in acero fiammato in due pezzi.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E&rsquo; comunque piuttosto bello a vedersi e ben verniciato. Non si pu&ograve; dire altrettanto del retro del manico che, come ho riscontrato in altre produzioni Kalamazoo dello stesso periodo, tende un po&rsquo; a &ldquo;sfarinare&rdquo; dando in definitiva un tatto non proprio piacevole e un po&rsquo; gommoso. L&rsquo;assemblaggio generale &egrave; comunque ottimo e non si notano sbavature o imperfezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h4 class="titolo" style="text-align: justify;">Come suona?</h4>
<p style="text-align: justify;">Questa Les Paul &egrave; tanto bella quanto probabilmente lontana dalle caratteristiche sia della produzione di serie dell&rsquo;epoca, sia probabilmente da quelle di una vera Reissue. Ha infatti una timbrica particolare, decisamente spinta, estremamente aggressiva con una marcata presenza di medio basse e una cremosit&agrave; davvero notevole. Rispetto alla produzione di serie dello stesso anno &egrave; un p&ograve; meno graffiante sugli acuti ma pi&ugrave; equilibrata su tutte le frequenze.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p class="rtecenter" style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/P5191777.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5427" height="397" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/P5191777.jpg" title="P5191777" width="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I pick up hanno un uscita maggiore dei t-top normali e la loro incidenza sul suono &egrave; sicuramente pi&ugrave; elevata; il suono per&ograve; risulta sempre pastoso e armonico anche se talvolta un po&rsquo; impastato sui bassi. Inoltre, a mio parere, manca un po&rsquo; di reattivit&agrave; dinamica e le risposte alle sollecitazioni della mano destra non sono sempre prontissime, cosa che il confronto diretto con la Reissue59 Custom Shop che possiedo mette assolutamente in evidenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Timbricamente sono due chitarre estremamente diverse e da destinare ad utilizzi diversi. La KM entra nel suo territorio solo dal crunch in su dove fa valere la sua pastosit&agrave;, il suono grosso e compatto e una voce ottimale per gli amanti del suono &ldquo;alla Gary Moore&rdquo;, tanto per capirci meglio. In leggero crunch e sui puliti le prende di santa ragione senza nessuna possibilit&agrave; di appello.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p class="rtecenter" style="text-align: center;"><a href="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Cop-050-copy.jpg" rel='prettyPhoto[gallery1]'><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-5424" height="643" src="http://www.guitarnews.it/wp-content/uploads/2012/05/Cop-050-copy.jpg" title="Cop-050-copy" width="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva credo che questa KM abbia sicuramente mancato l&rsquo;obbiettivo. E&rsquo; costruita in modo praticamente analogo alla normale produzione di serie e perci&ograve; lontana dalle specifiche costruttive di una 59, inoltre il suono ha delle caratteristiche differenti. Ci&ograve; nonostante si tratta di uno strumento ottimo che ha comunque trovato numerosi estimatori e che la piazza di diritto nel novero delle Les Paul ben riuscite in quel periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse il vero problema &egrave; il peso notevole (rasenta i 5 kg) che la rende poco agevole da imbracciare e che mina le fondamenta muscolari anche del chitarrista pi&ugrave; robusto. Rappresenta comunque il primo passo della Gibson verso il passato, cosa che avverr&agrave; negli anni successivi e continuer&agrave; fino ai giorni nostri. La &ldquo;via della Reissue&rdquo; &egrave; quindi ancora lunga da percorrere comunque e densa di progetti pi&ugrave; o meno riusciti che prover&ograve; a descrivere nei prossimi articoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Restate con noi!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2011/12/19/gibson-les-paul-standard-1973-sulla-via-delle-reissue-part-one/" target="_blank"><strong>Gibson Les Paul Standard 1973 &#8211; Sulla via delle &quot;Reissue&quot; &#8211; Part One </strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.guitarnews.it/blog/2012/02/07/gibson-les-paul-standard-1976-sulla-via-delle-reissue-part-two/" target="_blank"><strong>Gibson Les Paul Standard 1976 &#8211; Sulla via delle &quot;Reissue&quot; &#8211; Part Two</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gigi.<br />
	<strong>cilloz</strong></p>
]]></content:encoded>
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